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SCIENZA 4 Dicembre Dic 2014 1245 04 dicembre 2014

Nasa, lancio della capsula Orion nello Spazio

Test di volo orbitale per la navicella. Che porterà l'uomo sul Pianeta rosso. La diretta.

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Il 4 dicembre la Nasa effettua il primo test nello Spazio del suo nuovo sistema di trasporto Orion che un giorno dovrebbe portare i primi esseri umani su un asteroide e in seguito su Marte.
Il lancio è previsto entro 2 ore e 39 minuti a partire dalle 13 (ora italiana) dal Kennedy Space Center in Florida, Stati Uniti.
Il volo spaziale servirà per testare le strumentazioni di Orion, verificare la loro affidabilità e la solidità del suo scudo termico per il rientro controllato sulla Terra, attraverso un rovente passaggio nell'atmosfera a oltre 2.200 °C.

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Dopo il pensionamento degli Shuttle nel 2011 e i cospicui tagli decisi al settore decisi dal governo statunitense, il progetto per la realizzazione di un sistema adattabile a diverse missioni spaziali con esseri umani è il più ambizioso realizzato dalla Nasa negli ultimi anni.
COLLABORAZIONE CON LA RUSSIA. Per i viaggi orbitali, che permettono agli astronauti di raggiungere la Stazione spaziale internazionale (Iss), la Nasa sta facendo affidamento sulle Soyuz russe in attesa che le società private con cui collabora sviluppino capsule adatte allo scopo.
In questo modo i ricercatori dell'ente spaziale si sono potuti concentrare sulle esplorazioni con esseri umani oltre l'orbita terrestre, cosa che non veniva fatta dalla fine delle missioni Apollo che permisero agli Stati Uniti di portare i primi astronauti sulla Luna tra gli Anni 60 e 70. Se necessario, Orion un giorno potrà essere comunque usato anche per i voli verso la Iss.

In viaggio a 5.800 chilometri dalla Terra

A poco meno di 18 minuti dal lancio (previsto tra le 13.05 e le 15 circa) e in un'orbita a 800 chilometri circa dalla Terra, il secondo stadio si accenderà per spingere Orion a 5.800 chilometri di distanza dal nostro pianeta, oltre la fascia di van Allen, la ciambella di particelle cariche trattenute dal campo magnetico terrestre e che contribuiscono a proteggerci da parte dell'attività solare.
Un momento molto importante per testare la sicurezza e la tenuta degli strumenti di Orion che si troverà a una distanza dalla Terra 15 volte superiore rispetto a quella della Iss.
Gli strumenti inseriti all'interno del modulo hanno il compito di misurare le radiazioni per accertarsi che l'ambiente sia sicuro a sufficienza per gli astronauti quando inizieranno a viaggiarci sopra.
RITORNO DOPO TRE ORE. Dopo tre ore e 23 minuti, il secondo stadio si separerà da Orion e avverrà anche la separazione tra il modulo dell’equipaggio e quello (per ora fittizio) di servizio. La capsula spaziale farà manovra per tornare sulla Terra ed eseguirà automaticamente le procedure necessarie per orientare il suo scudo termico e prepararsi al turbolento rientro.
AMMARAGGIO NEL PACIFICO. L'impatto con l'atmosfera avverrà alla velocità di 8.900 chilometri all'ora e Orion. Circondato dal plasma (gas ionizzato) per due minuti e mezzo, Orion non invierà più dati al suolo: quando tornerà a farsi sentire sarà tempo di aprire i paracadute per rallentare la caduta e garantire un tuffo non troppo traumatico nell'Oceano Pacifico al largo della costa della Bassa California.
Il modulo dell'equipaggio è in grado di galleggiare e resterà a mollo fino a quando non sarà raggiunto pochi minuti dopo dalle squadre navali di recupero. Sarà imbarcato sulla Uss Anchorage, una nave anfibia che permette di recuperare il modulo 'inglobandolo' nella sua stiva senza la necessità di sollevarlo dall'acqua con una gru.
PUÒ OSPITARE FINO A SEI ASTRONAUTI. Orion è costituto da diverse parti e moduli. Il modulo dell'equipaggio, cioè la capsula spaziale vera e propria, è a forma di tronco di cono ed è racchiusa in un involucro più grande per essere protetta durante il lancio: la sua base ha un diametro di cinque metri e l'altezza complessiva del modulo è di 3,3 metri per una massa totale intorno alle 8,5 tonnellate.
Può ospitare fino a sei astronauti, quindi il doppio rispetto al modulo utilizzato nelle missioni Apollo e ha numerose strumentazioni per rendere più semplice e sicuro il suo controllo durante le fasi di volo.

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