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CRONACA 4 Dicembre Dic 2014 2100 04 dicembre 2014

Pell: «Nascosti in Vaticano centinaia di milioni di euro di fondi»

La rivelazione del segretario per l'Economia: «Santa Sede non è in fallimento, ora c'è trasparenza».

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Il cardinale George Pell.

Centinaia di milioni di euro di fondi finora 'invisibili' che non comparivano nei bilanci ufficiali della Santa Sede.
È la rivelazione, secondo quanto riporta Corriere.it, del Prefetto vaticano per l'economia George Pell, impegnato nel lavoro di riforma della finanze dello Stato della Chiesa.
CASSE IN SALUTE. Secondo il cardinale australiano, intervenuto sul settimanale Catholic Herald in un articolo anticipato sul sito dello Spectator, paradossalmente a causa di «fondi neri» le casse della Santa Sede sono più in salute di quanto inizialmente apparissero.
«È importante sottolineare che il Vaticano non è in fallimento», ha scritto Pell, «a parte il fondo pensione, che ha bisogno di essere rafforzato per le richieste che arriveranno nei prossimi 15 o 20 anni, la Santa Sede sta facendo la sua strada, essendo in possesso di un patrimonio e di investimenti consistenti».
DEFICIT DI 24 MILIONI. Le parole di Pell sono importanti considerando che il consuntivo consolidato della Santa Sede per l’anno 2013, approvato nel luglio 2014, ha chiuso con un deficit di oltre 24 milioni, dovuto soprattutto a fluttuazioni negative della valutazione dell’oro per circa 14 milioni di euro.
«In realtà», ha affermato il Prefetto vaticano per l’Economia, «abbiamo scoperto che la situazione è molto più sana di quanto sembrasse, perché alcune centinaia di milioni di euro erano nascosti in particolari conti settoriali e non apparivano nei fogli di bilancio».
Secondo Pell, finora nelle finanze vaticane «Congregazioni, Consigli e, specialmente, la Segreteria di Stato, hanno difeso una sana indipendenza».
FINANZE NON REGOLATE. Il porporato sostiene che per secoli personaggi senza scrupoli hanno approfittato della ingenuità finanziaria e delle procedure segrete del Vaticano.
Le finanze della Santa Sede erano poco regolate e autorizzate a «sbandare, ignorando i principi contabili moderni».
Ma ora non è più così: le nuove strutture e organizzazioni stanno portando le finanze vaticane nel 21esimo secolo e rendendo il loro funzionamento trasparente, con piena responsabilità.
DETTAGLI SU VATILEAKS. Il segretario per l’Economia si è soffermato sul caso «Vatileaks».
«Quando torneremo agli ultimi anni del pontificato di Benedetto XVI, troveremo che problemi erano tornati alla banca vaticana. Il presidente della banca, il dottor Ettore Gotti Tedeschi, è stato licenziato dal consiglio laico e una lotta di potere in Vaticano ha portato alla fuoriuscita regolare di informazioni».
Lo scandalo provocato dal maggiordomo Paolo Gabriele «è stato gravemente dannoso per la reputazione della Santa Sede e una croce pesante per papa Benedetto», ha detto Pell.

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