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ESTERI 4 Dicembre Dic 2014 0645 04 dicembre 2014

Usa, scagionato agente che uccise un nero: proteste in tutto il Paese

Afroamericano ucciso a Phoenix. Rabbia in strada e arresti a New York. Obama chiede giustizia.

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Un momento delle proteste a New York.

Proteste in tutti gli Stati Uniti per la decisione del Gran giurì che a New York ha scagionato Daniel Pantaleo, l'agente bianco che la scorsa estate ha ucciso, soffocandolo, un uomo di colore disarmato. Da Seattle a Washington, da Oakland a Los Angeles, decine di migliaia di persone sono scese in strada per urlare ancora una volta la propria rabbia e manifestare contro la violenza della polizia e contro il razzismo.
ALTRO CASO A PHOENIX. Intanto un altro caso rischia di far aumentare ulteriormente la tensione: un uomo di colore disarmato è stato ucciso dalla polizia a Phoenix, in Arizona. Il fatto è accaduto il 2 dicembre, ma è stato rivelato solo il 4. Un poliziotto gli avrebbe sparato due colpi dopo una colluttazione. L'agente lo aveva fermato per sospetto spaccio di droga. Ma Rumain Brisbon, 34 anni, aveva in tasca solo una confezione di pillole.
OBAMA: TUTTI UGUALI DAVANTI ALLA LEGGE. Il presidente americano Barack Obama ha detto che «tutti i cittadini devono essere uguali davanti alla legge», ribadendo il suo massimo impegno per imprimere una svolta, per affrontare una situazione che «è un problema di tutta l'America».
PROTESTE ANCHE A FERGUSON. Ma l'ondata di rabbia si estende ormai a macchia d'olio. Il reverendo Al Sharpton, uno dei massimi leader del movimento per la difesa dei diritti civili, ha annunciato una marcia sulla capitale federale Washington per il 13 dicembre. Proteste anche a Ferguson e a St.Louis, in Missouri, dove ancora fresca è la ferita della decisione di non incrinimare un altro agente bianco che ha ucciso, sparandogli, un altro giovane di colore disarmato.
ALMENO 83 ARRESTI A NEW YORK. A New York sono almeno 83 le persone arrestate. Le manifestazioni spontanee, alle quali si sono uniti anche personaggi famosi come il regista Spike Lee, si sono svolte in diversi punti della città e sono state complessivamente pacifiche. Anche se si sono registrati alcuni momenti di tensione con le forze dell'ordine nella West Side di Manhattan, dove i manifestanti hanno bloccato la West Side Highway paralizzando il traffico, così come accaduto sulla Broadway. E così come bloccato è stato per almeno un'ora il Lincoln Tunnel che unisce Manhattan al New Jersey.
RINVIATA L'ACCENSIONE DELL'ALBERO DI NATALE. Alcune auto in sosta sono anche date alle fiamme, tra cui un mezzo della polizia. I manifestanti hanno inscenato proteste in molti punti nevralgici e simbolo della Grande Mela: da Times Square alla Rockfeller Plaza (dove è stata stravolta la tradizionale cerimonia dell'accensione dell'albero di Natale), dalla stazione di Grand Central al Radio City Hall.
Molta gente in strada anche ad Harlem e a Staten Island, dove è accaduta la tragedia. Tutti al grido di «No Justice, No Peace», oppure «We Want Justice Now».

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