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DECISIONE 5 Dicembre Dic 2014 1615 05 dicembre 2014

Cassazione: Mondadori risarcisca Boccassini per diffamazione

Confermata pronuncia per un articolo di Jannuzzi pubblicato su Panorama nel 1999.

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Il pm di Milano Ilda Boccassini.

La Mondadori dovrà risarcire Ilda Boccassini con 80 mila euro per un articolo diffamatorio apparso su Panorama nel dicembre del 1999.
Lo ha stabilito la Cassazione in sede civile che ha confermato la lesione della reputazione della pm per l'articolo 'Storia di cimici (finte) e di inganni (veri)', firmato da Lino Jannuzzi, a sua volta condannato a pagare al magistrato 20 mila euro.
SCONFITTA A ROMA. Boccassini aveva citato in giudizio la casa editrice e il giornalista, perdendo davanti al tribunale di Roma nel 2002.
Riformando la sentenza, la Corte d'appello nel 2007 affermava invece il contenuto diffamatorio dell'articolo condannando in solido la casa editrice, il direttore del settimanale Roberto Briglia, oltre che il giornalista.
ARTICOLO SU INTERCETTAZIONI. L'articolo verteva sulle indagini condotte da Boccassini sulla corruzione di alcuni magistrati ed avvocati romani, e in particolare sulla vicenda delle intercettazioni ambientali effettuate in un bar in conversazione tra i giudici Squillante e Misiani.
Jannuzzi sostenva che Boccassini avesse incastrato Mesiani in un interrogatorio facendogli credere di muovergli le contestazioni sulla base di intercettazioni, disponendo in realtà solo di un 'brogliaccio' delle polizia giudiziaria.
VICENDA IN PARLAMENTO. La vicenda era stata pure oggetto di un'interpellanza parlamentare e presa in carico dal Csm che non emise alcuna sanzione.
FALSITÀ DELLA NOTIZIA. Respingendo il ricorso della Mondadori la terza sezione civile ha rimarcato come il giudice di merito abbia affermato e «ampiamente motivato» la falsità della notizia, perché quanto risultante dalla trascrizione conteneva dichiarazioni vere e in parte ammesse.
La Cassazione ha ribadito inoltre come l'articolo superasse «il limite della continenza espressiva», come hanno sottolineato i giudici di Milano che hanno riscontrato «pesanti offese nei confronti del magistrato».
Per la stessa ragione anche l'invocata esimente del diritto di critica potesse essere fatta valere.
Le notizie, ha affermato la Cassazione, erano riportate in maniera tale da «maliziosamente ingenerare nel lettore un orientamento di tipo prettamente denigratorio nei confronti della Boccassini».

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