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INCHIESTA 5 Dicembre Dic 2014 0902 05 dicembre 2014

Mafia Capitale, Nadia Cerrito svela il libro nero di Buzzi

La cassiera della banda ammette ai magistrati le tangenti elargite ai politici. L'arresto di Carminati: video.

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Una conversazione tra il boss Massimo Carminati (a destra) e Salvatore Buzzi, suo braccio destro 'imprenditoriale'.

Il muro di omertà inizia ad avere delle crepe. E a Roma c'è chi ha iniziato a tremare. Perché Nadia Cerrito, segretaria di Salvatore Buzzi, ha parlato agli inquirenti dal carcere di Rebibbia, dov'è detenuta.
E ha fatto emergere molti particolari sul giro di affari di Mafia Capitale. Cerrito ha ammesso di essere stata lei a preparare le buste con i contanti per pagare i politici.
CON BUZZI DA 15 ANNI. Come riportato dal Corriere della Sera, la segretaria di Buzzi ha raccontato al giudice di essere impiegata della “Cooperativa 29 giugno” da 15 anni e di avere uno stipendio da ragioniera.
Sul libro nero, che è stato trovato a casa sua, Cerrito ha ammesso di conservarlo perché Buzzi le aveva detto di fare attenzione, perché conteneva informazioni su pagamenti riservati.
«SAPEVO CHE ERA ILLEGALE». La segretaria ha anche ammesso di sapere che il contenuto delle buste era illegale. «Sapevo che era contabilità parallela che quindi non doveva essere registrata in alcun modo, ma io non mi potevo sottrarre. Mi dicevano», ha dichiarato, «di preparare i soldi in contanti e mi dicevano che dovevano essere messi nelle buste. Io non potevo dire di no. Ho una famiglia, un padre malato, avevo paura di perdere il lavoro. Le buste hanno cominciato a chiedermele due o tre anni fa».
INCERTEZZE SU CARMINATI. Su Carminati, Cerrito non si è sbilanciata. Non ha ammesso di conoscere l'ex membro dei Nar, ma il giudice ha contestato una riunione in cui «Paolo Di Ninno, alla presenza della segretaria, faceva un resoconto a Buzzi e Carminati della contabilità delle cooperative.
Tra le persone coinvolte nell'inchiesta, come riportato dal Corriere, Cerrito ha confermato che Panzironi «veniva in ufficio», mentre Riccardo Mancini e il direttore del servizio Giardini del Campidoglio Claudio Turella «li ho sentiti nominare», mentre Gramazio «non l’ho mai sentito».

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