VIZI E GUAI 6 Dicembre Dic 2014 1235 06 dicembre 2014

Droga e autoerotismo, Lapo Elkann ricattato con un video

Un cameriere è stato arrestato a Milano. L'accusa è di estorsione. Voleva 120 mila euro. Foto.

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Un giovane cameriere di 31 anni, E. B., è stato arrestato a Milano con le accuse di estorsione e tentata estorsione per aver ricattato Lapo Elkann (guarda le foto) con un video che avrebbe ripreso il rampollo della famiglia Agnelli a casa dell'uomo nel corso di un pomeriggio trascorso, a detta dello stesso giovane, tra «droga e autoerotismo».
La notizia è stata pubblicata il 6 dicembre da Il Giorno ed è stata confermata in ambienti giudiziari.
SEMINUDO FUORI DA UN LOCALE. Il cameriere, che il 5 dicembre è stato interrogato dal gip di Milano Stefania Pepe, ha raccontato di aver incontrato, ad aprile, Lapo Elkann «seminudo» fuori da un locale di Milano e di averlo accompagnato a casa sua.
Nell'appartamento, in zona Niguarda, il fratello del cameriere avrebbe girato il video utilizzato per estorcere 30 mila euro.
Secondo il ragazzo era stato Lapo a tirare fuori della cocaina che aveva portato con sé. Per Elkann, invece, la droga era già in quella casa.
«ELKANN: NON ERO COSCIENTE». Elkann, quando si recò a casa dell'uomo arrestato per averlo ricattato con un presunto video compromettente, non era «completamente cosciente», perché aveva «bevuto molti bicchieri di superalcolici». Lo ha raccontato lo stesso Elkann in un verbale agli atti della Procura di Milano, spiegando di non ricordare «assolutamente» se «provai tale sostanza bianca o meno». E ha aggiunto, riferendosi al pagamento del ricatto, che «ero stanco» di una «gogna mediatica continua» e temeva per l'immagine «della mia famiglia».
SI È FATTO DARE 30 MILA EURO. Il rampollo della famiglia Agnelli avrebbe fatto avere al cameriere un pallone con gli autografi dei calciatori della Juventus, ma l'uomo non si sarebbe accontentato e avrebbe cominciato a chiedere soldi e a ricattarlo.
A luglio si sarebbe fatto consegnare 30 mila euro da Lapo, attraverso il suo maggiordomo, consegnando in cambio il cellulare con il quale erano state girate le immagini (ma si sarebbe tenuto una copia del video).
Il cameriere, stando alla sua versione, avrebbe quindi incontrato il 'paparazzo' Fabrizio Pensa, detto 'Bicio', ex collaboratore di Fabrizio Corona e coinvolto ai tempi nell'inchiesta cosiddetta 'Vallettopoli'. E Pensa gli avrebbe detto che con quel video poteva fare molti più soldi.
CONTATTATO ANCHE SIGNORINI. Sempre stando al suo racconto, il giovane avrebbe provato a piazzare quelle immagini contattando prima Novella 2000 e poi anche Alfonso Signorini, direttore di Chi, con il quale avrebbe anche fissato un appuntamento a Roma, ma Signorini poi avrebbe preso tempo e l'incontro sarebbe saltato.
Poi, però, stando sempre alla sua versione, Lapo Elkann lo avrebbe contattato e il cameriere, che sperava di ottenere 350 mila euro, si sarebbe accordato alla fine con lui per avere altri 90 mila.
All'appuntamento all'Hotel Four Seasons di Milano, però, sono arrivati anche gli investigatori, coordinati dal pm Giancarla Serafini, che hanno arrestato in flagranza il giovane.
DENUNCIA IN PROCURA. Lapo Elkann, infatti, dopo il secondo tentativo di ricatto, aveva presentato una denuncia in procura. Il gip di Milano Stefania Pepe ha convalidato l'arresto disponendo la custodia cautelare in carcere. Il cameriere è difeso dall'avvocato Antonio Nebuloni.
IL LEGALE DI LAPO: «STORIE FALSE». L'avvocato Giovannandrea Anfora, legale di Lapo Elkann, ha cercato di ridimensionare la vicenda parlando con l'Ansa: «Sono circostanze manifestamente false e non vere, quale il fantasioso accostamento a 'stati di droga e autoerotismo' quelle attribuite dall'arrestato a Lapo nell'evidente tentativo di oscurare le sue accertate responsabilità».

Già coinvolto in due episodi anni fa

Lapo Elkann.

Lapo è stato in passato coinvolto in altri due episodi con al centro presunti tentativi di ricatto.
Il primo risale al 2005 quando, dopo l'ormai famosa notte dell'overdose, il 're dei paparazzi' Fabrizio Corona, secondo la ricostruzione fatta all'epoca dalla procura di Milano, avrebbe cercato di estorcere 200 mila euro ai vertici Fiat per non divulgare un'intervista con il transessuale che era in compagnia di Lapo quella notte.
CORONA PERÒ ASSOLTO. Per questa accusa, però, Corona, condannato per altri episodi a un anno e cinque mesi nell'inchiesta milanese sui presunti foto-ricatti, è stato assolto «perché il fatto non sussiste».
Inoltre, in un'altra indagine della procura di Milano era emerso nel 2010 che Lapo sarebbe stato vittima di un altro presunto foto-ricatto da 300 mila euro relativo ad alcuni presunti 'scatti' compromettenti.

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