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INCHIESTA 6 Dicembre Dic 2014 0730 06 dicembre 2014

Mafia Capitale, soldi e assunzioni per i politici

Nella rete della cupola sono finiti Micaela Campana, deputata del Pd e Daniele Ozzimo, assessore alla Casa.

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Nella rete tessuta da Massimo Carminati e Salvatore Buzzi potrebbero essere coinvolti altri politici e funzionari pubblici.
Persone che l'organizzazione riteneva strategiche per continuare ad accaparrarsi gli appalti del Comune e controllare anche la Regione.
Pagavano bene, soldi contanti, elargizioni mensili. Ma c'era anche chi chiedeva come contropartita l'assunzione di un parente o di un amico. Richieste prontamente soddisfatte.
Come spiegato il 6 dicembre dal Corriere della Sera, i nomi sono nelle carte processuali che raccontano il lavoro svolto dai carabinieri del Ros e dai magistrati romani.
«TE DAMO 1 EURO A PERSONA». Il 5 maggio 2013 Salvatore Buzzi ha parlato nel suo ufficio con Massimo Carminati e con altri soci. E diceva: «Allora te sto a di, no...riguardo a Michela e Bubbico stanno allo stesso partito no? Se glie dicessi... io domani siccome la devo vedè prima de Gasbarra e siccome dovemo dagli pure 20 mila euro per sta cazzo de campagna elettorale 'ce fai aprì sta cosa te damo 1 euro a persona per la campagna elettorale'». E poco dopo ha aggiunto: «Mo se me compro la Campana...».
CAMPANA E OZZIMO NEL MIRINO. Hanno annotato gli investigatori: «Buzzi sembra riferirsi a Micaela Campana, deputata eletta nelle file del Pd, compagna di Daniele Ozzimo, assessore del Comune di Roma», che lo stesso Salvatore Buzzi definiva «un amico».
Il nome della parlamentare, responsabile Welfare del Pd, è già emerso i per un sms di risposta a Buzzi («Un bacio grande capo») che le aveva chiesto di presentare una interrogazione alla Camera. Il riferimento a Bubbico riguarda invece una ricerca di incontro con il viceministro dell'Interno. Il 5 maggio scorso hanno parlato di un appuntamento «con il suo capo segreteria», ma «non c'è riscontro che sia avvenuto».

Maggio 2014, Buzzi: «Votate Gasbarra. È il nostro mondo»

Massimo Carminati, ex dei Nar e della Banda della Magliana.

Il 16 maggio 2014, alla vigilia delle Europee «Buzzi ricordava l'importanza di far votare Enrico Gasbarra». E diceva: «Devi capì, noi il nostro mondo è Gasbarra, non è Bettini. Noi nell'ambito de ste cose, nell'ambito di questa monnezza, pe tenè i voti già semo arrivati a 43 mila euro, eh...Tassone 30, Alemanno 40...europee e questi i 3 mila e 550, questo se chiama D'Ausilio perché noi pagamo paghiamo tutti come vedi... fai il bonifico poi io te porto la fattura».
Enrico Gasbarra ha smentito: «Non conosco, non ho mai avuto incontri con Buzzi, o altre persone di quel 'sistema'. Non so perché si dice che mi avrebbero dato qualche voto, di sicuro io non gli ho mai chiesto voti né contributi o finanziamenti, che infatti non ho ricevuto».
COINVOLTI MONDI POLITICI OPPOSTI. Una riunione col candidato sindaco Alfio Marchini è stata invece organizzata proprio da Masismo Carminati per il 28 novembre 2013 e questo dimostra, secondo i magistrati «il suo ruolo di 'ponte' e 'trait d'union' tra 'mondi politici' opposti» grazie «alla fitta rete di relazioni che mostrava di aver intrecciato nel tempo a tutti i livelli, sfruttata dall'organizzazione».
All'appuntamento ha mandato Luca Gramazio accompagnato da altri «amici» e Marchini ha confermato che l'obiettivo «era di esporre il progetto politico al quale stavo lavorando, ma poi non si fece nulla e certamente ignoravo che dietro ci fosse Carminati, anche perché vorrei ricordare che la mia famiglia era obiettivo per i rapimenti della banda della Magliana».

Maggio 2013, l'incontro con Silvio Berlusconi

Le perquisizioni dei carabinieri in Campidoglio.

Di un altro incontro si è vantato Salvatore Buzzi ed è quello con Silvio Berlusconi avvenuto durante la cena elettorale di Gianni Alemanno del 16 maggio 2013: «M'ha presentato a Silvio, dicendo 'ti presento il capo della cooperative rosse di Roma'». L'ex sindaco della capitale è indagato per associazione mafiosa per essersi messo a disposizione assieme ai suoi più stretti collaboratori.
Sulla gestione del Campidoglio prima dell'arrivo di Gianni Alemanno, Salvatore Buzzi non sembrava essere soddisfatto, anche se poi si è lasciato andare a considerazioni che al momento gli inquirenti ritengono essere millanterie.
«C'AVEVAMO IL VENTO A FAVORE». Il 17 novembre 2013, parlando in macchina con un'amica, ha rammentato il passato e ha affermato: «Non c'era niente e quindi quali problemi c'avevamo? C'avevamo il vento a favore, c'era Rutelli davvero tu ce pensi, c'avevamo Rutelli, la De Petris assessore, all'Ama stavamo 'na favola stavamo». La donna però lo ha preso in giro: «Vabbè nel 1995? Nel 1999, otto nove milioni delle vecchie lire. Mo' da due milioni a 56, de che stamo a parlà».
IL FRENO DI VELTRONI. Salvatore Buzzi e i suoi sodali si sono lamentati anche di Walter Veltroni: «Col cazzo ti riceveva così, ti mandava qualche scagnozzo della segreteria e stai bene così». Poi però parlando dei soldi dati al suo ex vicecapo di gabinetto Luca Odevaine, arrestato proprio con l'accusa di far parte dell'organizzazione, Salvatore Buzzi ha affermato: «Ma se Odevaine c'ha tutta sta roba, c'ha mezzo Venezuela, ma Veltroni quanta roba c'ha?».
L'organizzazione ha contatti ovunque. Il 13 giugno 2013 Massimo Carminati ha trascorso oltre un'ora con l'ex direttore commerciale di Finmeccanica Paolo Pozzessere. Hanno discusso dei rapporti di Silvio Berlusconi con il consulente della holding Lorenzo Cola, del ruolo di La Russa e della sua «fissazione per le donne».
«MARINO? PEGGIO DI ALEMANNO». Poi riferendosi al neosindaco Ignazio Marino, l'ex Nar ha affermato: «Peggio di Alemanno non po' fà». In un'altra occasione Massimo Carminati ha parlato di Fabio Panetta, il vicedirettore di Bankitalia: «Stavamo insieme a fare politica da ragazzini. Ci ho fatto le vacanze insieme per tutta la vita è uno dei miei migliori amici, ogni tanto mi chiama».

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