Veronica Panarello 141206103605
CRONACA 6 Dicembre Dic 2014 1000 06 dicembre 2014

Ragusa, la madre di Loris sotto assedio

La sua auto inquadrata vicino al mulino. Si cerca lo zainetto con gli elicotteri.

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Veronica Panarello, la mamma di Andrea Loris Stival.

A una settimana dall'omicidio del figlio Andrea Loris Stival, Veronica Panarello è sempre più una mamma sotto assedio.
«Basta, non ne posso più. Cosa vogliono da me? Io ho detto la verità. Io voglio solo il mio bambino. Perché non me lo danno? Voglio toccarlo, voglio abbracciarlo».
Ma col passare dei giorni le incongruenze delle sue testimonianze si moltiplicano e la sua versione dei fatti viene messa sempre più duramente alla prova dei riscontri emersi nelle indagini.
Gli ultimi dubbi sono stati sollevati dalle immagini di due telecamere che la mattina di sabato 29 novembre (il giorno della scomparsa del bambino) hanno ripreso l'auto della madre di Loris impiegare 9 minuti per percorrere un tratto di strada vicino al Mulino Vecchio - la zona dove venne trovato il cadavere del bimbo - che invece si percorre in 3 minuti. E ora gli investigatori vogliono capire cosa sia accaduto in quei 6 minuti di troppo.
LORIS AVEVA I POLSI LEGATI. Gli esami autoptici condotti sul corpo del piccolo hanno poi evidenziato segni evidenti sulla parte superiore di entrambi i polsi, provocati probabilmente dalle stesse fascette utilizzate per ucciderlo: quando è stato ucciso o poco prima insomma è probabile che a Loris siano state legate la mani.
SI CERCA LO ZAINETTO CON GLI ELICOTTERI. Elicotteri di polizia e carabinieri hanno intanto sorvolato nella mattina di sabato 6 dicembre le campagne attorno a Santa Croce Camerina nella speranza di individuare dall'alto il punto dove potrebbe essere stato gettato lo zainetto del bambino. L'ipotesi degli investigatori è che la borsa blu con le cinghie gialle sia stata gettata da qualche parte o dall'assassino o da qualcuno che potrebbe averlo aiutato.
LA MAMMA RIVUOLE IL CORPO DI LORIS. All'avvocato Francesco Velardita Veronica Panarello (che non è indagata) ha chiesto solo di fare pressione per riavere indietro il corpo di Loris.
Per il legale nominato dai genitori del piccolo è un compito arduo quello di cercare di trovare una risposta ai tanti interrogativi che giorno dopo giorno le indagini sollevano sulla versione di Veronica. Lei non sembra avere alcuna voglia di 'ricostruire' niente.
A DIGIUNO E SEMPRE A LETTO. Non mangia da una settimana, sta sempre a letto, in penombra, chiusa nel suo mutismo. Ogni tanto si alza, si affaccia al balcone di casa e comincia ad urlare ai cronisti in attesa: «Viaaaaa, dovete andare via». Non sono poi tante le persone del paese che in questi giorni hanno osato varcare il portoncino al numero 82 di via Garibaldi per porgere le condoglianze a Veronica e Davide.
Chi lo ha fatto parla di un padre dallo sguardo assente che sembra stare accanto alla moglie, pronto ad assecondare le sue richieste, da quelle più strane, come la 'riconsegna' alle maestre di Loris di quella confezione aperta di fascette elettriche, a quelle obbligate come il sostegno fisico di Veronica quando è costretta ad alzarsi dal letto e andare in questura a redigere verbali o a fare sopralluoghi.
CONVINTA DI ESSERE INDESIDERATA. «Qui c'è un funerale continuo che dura da una settimana», ha affermato suo padre Francesco Panarello.
Col passare dei giorni emerge anche un primo profilo psicologico di Veronia, una figlia da sempre difficile e problematica che nella sua famiglia d'origine non si è mai sentita troppo amata, convinta di essere nata indesiderata da una madre che ha avuto quattro figli da quattro uomini diversi.
Forse anche per quello, ancora ragazzina, Veronica deve avere pensato che il suo amore giovanile con Davide fosse la via d'uscita verso una vita tutta sua, verso una famiglia vera, verso un futuro che probabilmente sognava diverso da quello che poi la vita le ha riservato: una gravidanza troppo precoce, a 16 anni, probabilmente indesiderata, una vita da casalinga con un marito sempre lontano.

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