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CHIESA 7 Dicembre Dic 2014 1400 07 dicembre 2014

Papa Francesco apre a divorziati come padrini di battesimo

Bergoglio: «Sembrano scomunicati 'de facto', Chiesa aiuti chi ha in casa dei figli omosessuali».

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Papa Francesco.

Papa Francesco apre ai divorziati risposati permettendo loro di fare da padrini nei battesimi e partecipare ad altri momenti della liturgia cristiana.
In una intervista a La Nacion il pontefice ha spiegato come i divorziati risposati «non sono scomunicati. Ma non possono essere padrini di battesimo, non possono leggere le letture a messa, non possono distribuire la comunione, non possono insegnare il catechismo, non possono fare sette cose: ho l'elenco. Se racconto questo, sembrerebbero scomunicati di fatto! Allora, aprire un po' di più le porte».
QUESTIONI DEL SINODO. Papa Bergoglio ha risposto a diverse domande sul Sinodo e sulle polemiche che lo hanno seguito riguardo a due temi: la comunione ai divorziati risposati e l'accoglienza pastorale agli omosessuali.
Nel primo caso papa Francesco ha detto: «Non è una soluzione dargli la comunione. Questo soltanto non è la soluzione: la soluzione è l'integrazione».
«Perché non possono essere padrini?», si è chiesto Francesco e ipotizza la risposta di un parroco: «No, guarda, che testimonianza vanno a dare al figlioccio?».
«La testimonianza», ha replicato il papa, «di un uomo e una donna che dicano: 'Guarda, caro, io mi sono sbagliato, sono scivolato su questo punto, ma credo che il Signore mi ami, voglio seguire Dio, il peccato non mi ha vinto, vado avanti».
CONTRO OPPOSITORI. Nell'intervista alla vaticanista Elisabetta Piquet Bergoglio ha fatto delle ipotesi: «Che cosa è successo? Alcuni teologi si sono spaventati davanti a queste ipotesi e hanno detto: 'Mai la comunione eucaristica, sì quella spirituale».
Il pontefice ha risposto agli oppositori dele aperture: «Ma ditemi: non bisogna essere in grazia di Dio per ricevere la comunione spirituale?».
AIUTARE CHI HA FIGLI GAY. Sulla questione dell'accoglienza pastorale ai gay Francesco è stato chiaro: «Nessuno ha parlato di matrimonio omosessuale nel Sinodo. Quello di cui abbiamo parlato è come una famiglia che ha un figlio o una figlia omosessuale, come lo educa, come lo cresce, come si aiuta questa famiglia ad andare avanti in questa situazione un po' inedita».

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