Veronica Stival Polizia 141208182122
OMICIDIO 8 Dicembre Dic 2014 1734 08 dicembre 2014

Loris, la mamma portata via dalla polizia

Veronica Panarello prelevata da agenti e da carabinieri.  Interrrogata per ore in procura

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Veronica Panarello, madre del piccolo Loris Stival, portata in questura dalla polizia.

L'hanno fatta salire su una macchina per portarla in procura. Dove per ore è stata torchiata dal procuratore Carmelo Petralia. La mamma di Loris Stival, Veronica Panarello, è uscita dalla sua abitazione con polizia e carabinieri poco dopo le 17. La donna, completamente coperta da un cappuccio, è salita su una civetta della polizia.
Con lei c'era il marito, David Stival, che agli investigatori ha detto: «Se è stata davvero lei mi cade il mondo addosso, non ci posso credere...».
Il cerchio sembra stringersi sempre più intorno a Veronica, dunque. Il profilo della donna, che non risulta tra gli indagati ma le cui contraddizioni non convincono gli inquirenti, continua ad assumere connotati singolari. Dopo il tentato suicidio con le stesse fascette che avrebbero provocato la morte di Loris, un altro fatto del passato della donna è emerso sulla stampa.
DISSE DI AVER VISTO DENISE. Quando aveva 15 anni, infatti, Veronica Stival si presentò agli investigatori che indagavano sulla scomparsa di Denise Pipitone sostenendo di aver visto la bambina.
Ma l'8 dicembre una nuova pista è sembrata farsi largo nell'inchiesta sulla morte del piccolo Loris. Secondo il Corriere di Ragusa sarebbero «almeno due i colpevoli» dell' omicidio.
A farlo pensare sono diversi elementi emersi dopo i rilievi sul corpo del bambino, e sui segni delle fascette, che sarebbero troppi per essere stati fatti da una sola persona.
SOTTO ESAME I TABULATI. Gli inquirenti hanno iniziato a studiare i tabulati telefonici: nelle ore di 'buio' in cui è stato ucciso Loris. In un paio d'ore, Veronica ha fatto e ricevuto una decina di telefonate, tra cui quella del marito alle 9.23.
Un altro dettaglio al vaglio degli inquirenti riguarda la macchina della madre di Loris. La telecamera dell'emporio di fronte alla palazzina dove abita la famiglia Stival, ha ripreso l'auto parcheggiata davanti al garage. Una cosa che, secondo quanto emerso, Veronica non faceva mai.

Sola in casa con Loris per 36 minuti

Il piccolo Loris Stival.

Investigatori e i magistrati ritengono ormai di avere a disposizione tutti gli elementi a sostegno della loro ipotesi. Nelle ultime 48 ore infatti si è lavorato per mettere in fila proprio questi elementi e poterli così contestare alla donna, il cui racconto va a sbattere con le verifiche e i riscontri fatti da polizia e carabinieri. E non sono pochi i punti che il procuratore e il sostituto Marco Rota vogliono chiarire.
NON ERA A SCUOLA. Mezze verità, buchi e contraddizioni che la donna deve ora spiegare. Perché, ad esempio, Veronica ha detto che quella mattina Loris è andato a scuola quando invece una telecamera riprende il piccolo tornare a casa? Perché ha detto di essere arrivata con l'auto nei pressi della Falcone e Borsellino quando invece ben quattro telecamere non 'vedono' la Polo nera passare nell'orario indicato? E cosa è successo davvero in quei 36 minuti in cui è rimasta sola con Loris nell'appartamento di via Garibaldi? E infine, cosa ha fatto nei sei minuti che ha 'perso' nei pressi della strada che porta al Mulino Vecchio?
LE FASCETTE DATE ALLE MAESTRE: UN MESSAGGIO? A Veronica magistrati e investigatori hanno chiesto anche una spiegazione plausibile alla vicenda delle fascette, un aspetto che molti non escludono possa essere una sorta di messaggio che la donna abbia voluto mandare.
Quando le due maestre di Loris si sono presentate a casa della famiglia Stival per fare le condoglianze, lunedì primo dicembre, Veronica ha infatti dato loro un mazzo di fascette di plastica di quelle da elettricista dicendo che il piccolo le aveva detto che sarebbero servite per dei lavoretti a scuola. Sorprese, entrambe le maestre hanno spiegato di non aver mai chiesto ai bambini di portare oggetti così pericolosi in classe.
Ma le fascette che Veronica ha consegnato sono compatibili con quelle con cui è stato ucciso e legato il piccolo Loris. Che è morto tra le 9 e le 10.30, un orario compatibile con quei 36 minuti in cui i due sarebbero rimasti soli in casa.

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