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CRONACA 8 Dicembre Dic 2014 1200 08 dicembre 2014

Trovato cadavere in un sacchetto in riva al Po

Fausto Bottura, disoccupato 48enne, in acqua da tre giorni. Con una ferita alla testa.

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Un'auto della polizia.

Il cadavere di un uomo chiuso in un sacco della spazzatura, con solo il braccio a sporgere fuori, è stato ritrovato questa mattina lungo la sponda del Po a Bardelle di San Benedetto Po, nel Mantovano. L'allarme è stato dato da un operatore addetto all'idrometro, il quale ha percorso la scaletta in cemento, che dalla strada arginale porta in riva al fiume, per pulire l'idrometro in cui si erano arenati i detriti trasportati dalla recente piena.
FERITE DI ARMA DA FUOCO ALLA TESTA. I carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore Silvia Bertuzzi, hanno orientato le indagini sull'omicidio, ma il delitto potrebbe essere stato compiuto lontano dal luogo di ritrovamento dato lo stato del corpo che sarebbe rimasto in acqua per parecchi giorni e, secondo le prime notizie, il cadavere presenterebbe una ferita d'arma da fuoco alla testa, anche se gli investigatori non hanno confermato la circostanza.
È possibile che la piena dei giorni scorsi abbia trascinato il sacco con il corpo e che questo si sia incagliato nell'idrometro. Il calo del livello dell'acqua ha fatto il resto, facendo emergere l'involucro.
MASSIMO RISERBO. Nel massimo riserbo in cui gli investigatori e il magistrato si stanno muovendo, solo in serata è stata diffusa l'identità del morto: si tratta di Fausto Bottura, 48 anni, disoccupato residente a Magnacavallo, comune della provincia distante una trentina di chilometri dal luogo del ritrovamento del cadavere.
Bottura, descritto come molto sofferente perchè da tempo disoccupato, risulta essersi allontanato da casa la notte tra il 4 e il 5 dicembre. Da allora i familiari non avevano più avuto sue notizie e venerdì 5, trascorse 24 ore, ne avevano denunciato la scomparsa ai carabinieri del paese.
RICONOSCIUTO DALLA SORELLA. È stata la sorella Patrizia, con cui viveva insieme ai nipoti, a effettuare nel tardo pomeriggio il riconoscimento nell'obitorio dell'ospedale Carlo Poma di Mantova, dove la salma è stata trasferita in attesa dell'autopsia.
Il cadavere è stato visto questa mattina poco prima delle 9 da Silvano Grecchi, un carabiniere in congedo che per conto dell'Aipo, l'azienda interregionale per il Po, controlla il vecchio idrometro di Bardelle.
«C'ero andato anche ieri», ha raccontato, «e avevo visto quel sacco ma, era in acqua e non mi sono avvicinato. Questa mattina l'involucro era sulla riva perchè il livello dell'acqua è sceso e ho visto sporgere un braccio. Ho dato subito l'allarme».
IN ACQUA DA ALMENO TRE GIORNI. A un primo esame, il corpo risulta in acqua da almeno tre giorni e la corrente può averlo trascinato. Sul volto i segni di una ferita compatibile sia con un trauma sia con un colpo di arma da fuoco.
Gli investigatori stanno indagando a tutto campo, tanto che non escludono neppure l'ipotesi del suicidio (i familiari hanno riferito che Fausto, disoccupato da 2 anni dopo la chiusura di una ditta di laterizi in cui lavorava, aveva ricevuto vari no a sue richieste di impiego ed era prostrato), anche se resta da spiegare come il suo corpo sia finito in un sacco di plastica chiuso col nastro.
Da quanto si è appreso, il suo disagio ultimamente si era accresciuto dopo una lite in famiglia per questioni di eredità.

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