Uber India 141208185029
VIOLENZA 8 Dicembre Dic 2014 1845 08 dicembre 2014

Uber, autista stupratore: società al bando a New Delhi

L'azienda non può più operare nella capitale dell'India. L'aggressore aveva precedenti.

  • ...

L'azienda Uber bandita nella capitale indiana.

Uber al bando a New Delhi perché non garantisce la sicurezza dei suoi clienti. Dopo che un autista della compagnia, accusato di aver stuprato nella notte fra venerdì 5 e sabato 6 nella capitale indiana una giovane donna di 27 anni, è finito in carcere a disposizione della polizia, le autorità hanno intimato alla multinazionale di San Francisco di sospendere il servizio in città.
ENNESIMA VIOLENZA SESSUALE IN INDIA. L'ennesimo grave episodio di violenza sessuale ha suscitato sgomento e commozione in India e all'estero, risvegliando nella memoria il ricordo del mortale stupro di gruppo su un autobus di cui fu vittima una studentessa nel dicembre 2012. I media online e le tivù hanno martellato l'opinione pubblica, mostrando alla fine anche il volto baffuto di Shiv Kumar Yadav, 32 anni, il presunto stupratore, mentre veniva portato in tribunale sotto scorta. Sposato e padre di tre figli, per due giorni è sfuggito alla cattura ma è stato poi localizzato vicino a Mathura, a Sud di New Delhi. Gli agenti lo hanno messo a disposizione del 'Metropolitan Magistrate' Ambika Singh, che l'8 dicembre ha disposto la sua carcerazione per permettere alla polizia di interrogarlo e preparare la denuncia formale.
IL PRESUNTO STUPRATORE AVEVA PRECEDENTI. Yadav si è rifiutato di sottoporsi a un confronto con la vittima, rimasta anonima. I primi elementi provenienti dalle indagini hanno fatto emergere alcuni particolari clamorosi. Nel 2011 il tassista aveva trascorso ben sette mesi in carcere con l'accusa di violenza carnale compiuta a Mehrauli, a Sud di Delhi. Era stato poi prosciolto, ma la Uber era in possesso di un certificato - firmato da un responsabile della polizia - secondo cui la sua fedina penale sarebbe stata immacolata.
DOCUMENTO FALSIFICATO. Il commissario Bassi, che coordina le indagini, ha affermato però che il documento «è contraffatto»: Yadav sarà quindi anche accusato di falsificazione. In attesa delle decisioni del giudice e del processo, sono state date disposizioni per l'annullamento della registrazione del veicolo presso la motorizzazione e per il ritiro della patente.
KALANICK: «AIUTEREMO LA VITTIMA». Il Ceo di Uber, Travis Kalanick, ha diffuso un comunicato in cui ha detto di essere addolorato per l'accaduto e ha assicurato di «voler fare tutto il possibile per consegnare il colpevole alla giustizia e aiutare la vittima e la sua famiglia». Ma Kalanick ha provato anche a dare parte delle responsabilità sulle autorità indiane. La compagnia «lavorerà con il governo per stabilire controlli chiari dei precedenti (del personale), attualmente assenti nei programmi di concessione delle licenze del trasporto».
MA IL GOVERNO INDIANO HA SOSPESO LA SUA ATTIVITÀ. Per tutta risposta le autorità hanno sospeso l'attività di Uber a Delhi, inserendola in una black list di compagnie che non possono fornire alcun tipo di servizio nella capitale. Altre indagini sono state aperte anche per una verifica del suo servizio via app in altre città, fra cui Chennai, Mumbai e Bangalore. L'incidente è stato anche sfruttato dall'opposizione, che ha manifestato davanti alla residenza del ministro dell'Interno Rajnath Singh, il quale ha poi riferito sul caso alla Camera. Militanti del Partito dell'Uomo comune (Aap) dell'attivista Arvind Kejrival: un centinaio di manifestanti sono stati arrestati.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso