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SALUTE 9 Dicembre Dic 2014 1050 09 dicembre 2014

Dieta chetogenica, perdere peso curando l'epilessia

Nel piano alimentare tanti grassi e pochi zuccheri. Per controllare le crisi. E ridurre il giro vita.

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da Londra

La dieta chetogenica è stata ideata negli Anni 20 dall'endocrinologo Henry Rawle Geyelin per curare l'epilessia.

Nel 1921 l’endocrinologo Henry Rawle Geyelin presentò al meeting annuale dell’American Medical Association una terapia alimentare per il trattamento delle crisi epilettiche: 90 anni dopo, il medico forse si stupirebbe nel sapere che la dieta da lui studiata è diventata una delle più popolari tra chi vorrebbe perdere peso.
DIETA CHETOGENICA. Si chiama dieta chetogenica ed è stata definita come la nuova Atkins: è già molto popolare perché ben diversa dal solito regime alimentare che fa venire i crampi dalla fame.
Seguendo questa dieta si possono, infatti, mangiare noci e derivati, crema, burro e in generale tutto il cibo ad alto contenuto di grassi. Meglio, invece, rinunciare a pane, pasta, zuccheri e cereali.
SOLUZIONE PER L'EPILESSIA. Viene da chiedersi: possibile che funzioni davvero? Pare proprio di sì.
Già gli antichi Greci avevano scoperto che uno dei modi migliori per regolare le crisi epilettiche nei soggetti predisposti fosse quello di smettere di mangiare, una teoria che aveva particolarmente affascinato Ippocrate.
Partendo dal presupposto che è ovviamente impossibile smettere di alimentarsi del tutto, molti medici nei secoli successivi hanno ripreso in mano questi studi per combattere l’epilessia, e così ha fatto a inizio 900 Geyelin.

Col digiuno diminuisce la possibilità di avere crisi epilettiche

Nella dieta chetogenica i grassi sostituiscono i carboidrati: si limitano le crisi epilettiche e si perde peso.

L’epilessia è una condizione neurologica che può avere diverse cause, da quelle genetiche a un’infiammazione cronica del corpo.
Secondo Geyelin il digiuno è in grado di agire su due molecole del sangue che influenzano l’avvento delle crisi: quando non si mangia, nel sangue diminuisce il glucosio e aumentano i chetoni, diminuendo le possibilità che nel paziente si scateni un altro choc.
RIDOTTI GLI ZUCCHERI. È proprio a partire dallo studio del medico che è stata sviluppata la dieta chetogenica, un piano alimentare molto severo con un rapporto quattro a uno tra grassi, proteine e carboidrati. Seguendo questa dieta, quindi, si assumono in particolare grassi, con il risultato che i chetoni sostituiscono il glucosio come carburante della nostra energia. E con il sangue più ricco di grassi che di zuccheri, si riducono le infiammazioni che possono causare epilessia, ma si inizia anche a perdere peso.
NUOVO REGIME ALIMENTARE. Se con l’avvento dei medicinali anti-convulsioni il 70% degli epilettici riesce a tenere sotto controllo le crisi, spesso coloro su cui i farmaci non funzionano si sono affidati alla dieta chetogenica: è stato il caso del regista di Hollywood Jim Abrahams, il quale ha curato per anni il figlio con questo regime alimentare, storia da cui ha poi girato il film First do no Harm (in Italia conosciuto come Un passo verso il domani) con Meryl Streep nel 1997.
FARSI SEGUIRE DALL'ESPERTO. Nel frattempo la dieta si è fatta strada nei manuali per chi desidera perdere peso, fino alla popolarità di oggi: eppure i rischi della dieta chetogenica ci sono.
Thomas Seyfried del Boston College ha studiato a lungo il regime alimentare chetogenetico e ha ammonito: «Se si decide di seguire questa dieta bisogna farsi aiutare da uno specialista e non farlo da soli». Inoltre ha aggiunto: «Se seguita nel modo sbagliato, il rischio è di alterare i parametri di lipidi nel sangue. Fatta in modo corretto, invece, rende ottimi i valori del sangue per il cuore».
PROPRIETÀ ANTI-TUMORALI. Ciò che è certo è che la dieta chetogenica causa sempre più interesse, non solo tra i fanatici del peso perfetto, ma soprattutto per le sue implicazioni mediche.
Alcune ricerche, ha scritto il quotidiano inglese The Guardian, hanno associato la dieta anche al rallentamento nello sviluppo di tumori e persino del morbo di Alzheimer. «Seguire questo regime alimentare aumenta l’efficienza metabolica delle cellule», ha continuato Seyfred. «In particolare quelle tumorali possono produrre energia solo via fermentazione, e quindi grazie al glucosio. Limitando il glucosio nel sangue si toglie il carburante che aiuta le cellule malate di cancro a svilupparsi e diffondersi».

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