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INIZIATIVA 9 Dicembre Dic 2014 1700 09 dicembre 2014

Giornata contro corruzione, Libera presenta agenda priorità

Proposta in sei punti di don Ciotti a Bruxelles: «L'Europa deve imprimere marcia in più».

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Il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti.

Una malattia endemica che fa aumentare la povertà e che sottrae risorse essenziali per il rilancio del Paese.
Per la Giornata mondiale contro la corruzione, che si celebra in tutto il mondo, don Ciotti a Bruxelles ha presentato al Parlamento europeo l'agenda di priorità per l'Europa contro il crimine organizzato.
«SERVE MARCIA IN PIÙ». «C'è bisogno che l'Europa imprima quella marcia in più e l'Italia deve riflettere fortemente su tutto questo. Non è stata la stessa Banca d'Italia a parlare di corrotti che siedono regolarmente nei consigli di amministrazione di enti pubblici? La storia ci dice che può esistere una politica senza mafie ma che non possono esistere mafie senza il concorso della politica», ha detto Ciotti.
SEI PUNTI DELL'AGENDA. Sei sono i punti dell'agenda di Libera per colpire il crimine organizzato e il sistema di potere su cui si basa: una normativa europea sui beni confiscati, il 21 marzo come Giornata Europea in memoria delle vittime di mafia, i crimini ambientali, la figura del procuratore pubblico europeo, il riciclaggio.
E la proposta per l'Europa di Riparte il futuro, la campagna di Libera e Gruppo Abele contro la corruzione: una direttiva sulla tutela dei whistleblower: ovvero coloro che decidono di denunciare gli episodi di corruzione a cui si trovano ad assistere sul luogo di lavoro.
«20 ANNI TESTIMONI DI NOI». «Già 20 anni fa siamo venuti in Europa a portare dei contenuti e alcuni di loro sono stati recepiti dalle direttive europee», ha spiegato ancora don Luigi Ciotti.
Questi 20 anni sono testimoni di un «noi»: «anche se la strada non è semplice ed è in salita siamo testimoni che dei passi definitivi sono stati fatti».
«Solo 5 dei 28 Stati Membri dell'Ue hanno una normativa completa sulla corruzione», ha tuonato il presidente di Libera.
E tutelano i whistleblower. «Siamo in Europa per sollecitare con rispetto e forza l'Unione».

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