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POLITICA 9 Dicembre Dic 2014 1315 09 dicembre 2014

Mafia Roma, Alfano a prefetto: «Avviare indagine su atti Campidoglio»

Pecoraro accerterà carte amministrative. Si allontana l'ipotesi dello scioglimento.

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Il leader di Ncd, Angelino Alfano.

Sull'inchiesta 'Mafia Capitale' è partita l'indagine amministrativa.
ll ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ha delegato il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, a esercitare i poteri di accesso e di accertamento nei confronti del Comune della Capitale.
Lo si legge in una nota del Viminale.
PIÙ LONTANO SCIOGLIMENTO. Con questa decisione si allontana dunque l'ipotesi del possibile scioglimento per mafia del Comune di Roma.
A questo punto Pecoraro è tenuto a vagliare gli atti amministrativi del Campidoglio per constatare, come richiesto dall'iter legislativo, l'esistenza dei presupposti per chiedere al governo il commissariamento del Comune.
FACCIA A FACCIA MARINO-PECORARO. Gli ispettori del prefetto a breve faranno visita a Palazzo Senatorio per verificare la sussistenza di condizionamenti criminali sul Comune di Roma. E ci vorranno mesi per il verdetto finale. Intanto, in giornata c'è stato un faccia a faccia tra il sindaco Ignazio Marino e Pecoraro. «Auspico fortemente che l'azione del prefetto sia la più incisiva possibile» - ha chiosato il sindaco - «in modo che se ci sono altre persone che devono andare in prigione ci vengano portate al più presto», mentre il prefetto si è detto pronto a iniziare il suo lavoro «già nei prossimi giorni». Infine, il sindaco ha avanzato anche la richiesta di coinvolgere nell'indagine gli ispettori del ministero dell'Economia e delle finanze (Mef), che proprio lui a inizio mandato aveva chiamato per fare chiarezza sul tema del salario accessorio. E la task force di commissari potrebbe essere così formata: un prefetto, un viceprefetto 'esperti' in appalti e un funzionario per l'appunto del Mef.
POLETTI: «NON DARLA VINTA A CORRUZIONE». Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha, infine, rivelato di «essere stato male, ma anche grazie al sostegno di Renzi, che è stato meraviglioso, sono sempre più convinto che non bisogna darla vinta alla corruzione. Bisogna combatterla, colpirla in modo esemplare». «Non sono intenzionato a darla vinta a chi su queste cose ci marcia», ha detto Poletti.
Il ministro ha parlato a Bruno Vespa, che gli chiedeva come si sentisse dopo la pubblicazione della foto che lo ritraeva con Salvatore Buzzi: «In questi giorni mi sono convinto che bisogna continuare a combattere contro la corruzione, anche se sono stato colpito sul piano personale».

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