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INDAGINI 9 Dicembre Dic 2014 1433 09 dicembre 2014

Mantova, fermato il nipote dell'uomo trovato cadavere nel Po

Il 19enne accusato di omicidio e occultamento del corpo dello zio: forse il delitto legato a eredità.

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Un'auto dei carabinieri.

È stato fermato il nipote Massimo Bottura, 19 anni, per l'omicidio di Fausto Bottura, l'uomo 48enne ritrovato cadavere chiuso in un sacco della spazzatura lungo la sponda del Po, nel Mantovano, la mattina dell'8 dicembre.
Il giovane avrebbe fatto qualche ammissione nel corso dell'interrogatorio, ma non ci sono conferme ufficiali.
La pista porta probabilemente a un delitto legato a questioni di eredità.
Massimo Bottura è uno dei tre figli della sorella della vittima (con lui c'è anche una ragazza di 21 anni e un 15enne) che vivevano assieme a Fausto nella casa di Magnacavallo.
UNICO INDAGATO. Le accuse nei confronti del giovane sono di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Per il momento non vi sono altri indagati, anche se si sospetta che il ragazzo sia stato aiutato da qualcuno a trasportare il cadavere sulla riva del Po, a un paio di chilometri dal punto in cui Bottura è stato trovato morto, avvolto in due sacchi neri di plastica.
Non è ancora chiaro dove sia avvenuto il delitto, anche se il magistrato ha posto sotto sequestro la casa e il garage di Magnacavallo dove entrambi abitavano.
SI CERCA L'ARMA DELITTO. Si cerca dell'arma del delitto, un bastone di legno o una sbarra di ferro, con cui il nipote, diploma di scuola professionale conseguito nel 2013 e in cerca di lavoro, avrebbe colpito lo zio alla nuca, forse al termine di una lite, cogliendolo di sorpresa.
E proprio le liti in famiglia tra Fausto da una parte e la sorella Patrizia, 49 anni, e i suoi tre figli di 19, 22 e 15 anni (un quarto abita altrove e sarebbe l'unico con cui Fausto pare avesse buoni rapporti) dall'altra, per l'eredità della casa paterna, dopo la morte dei genitori nel 2011, si erano fatte più frequenti e violente.
Fausto Bottura, disoccupato da due anni e che sbarcava il lunario con lavori saltuari affidatigli dai servizi sociali del Comune, in estate si era rivolto a un legale per avviare la causa contro la sorella e suddividere l'abitazione che i due condividevano.
LITE MORTALE MERCOLEDÌ 3. Mercoledì 3 dicembre, secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe scoppiata l'ennesima lite tra zio e nipote.
A un certo punto il ragazzo avrebbe preso un corpo contundente e avrebbe colpito violentemente alla nuca il 48enne.
Avrebbe poi deciso di sbarazzarsi del corpo avvolgendolo in due sacchi neri per poi gettarlo nel Po.
In auto avrebbe raggiunto l'argine di Bardelle, che dista una trentina di chilometri da Magnacavallo, e si sarebbe liberato del carico trascinandolo per la scaletta dell'idrometro e buttandolo in acqua (poco distante è stata trovata la pipa della vittima).
DENUNCIA SCOMPARSA. Venerdì 5 dicembre era stata fatta ai carabinieri la denuncia di scomparsa mentre il corpo, rimasto impigliato tra i rami della riva, riemergeva dall'acqua e veniva notato da un addetto all'idrometro che subito dava l'allarme.

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