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INDAGINI 10 Dicembre Dic 2014 0905 10 dicembre 2014

Delitto Loris, Veronica Panarello: prima notte in cella di isolamento

Davide Stival: «Troppe coincidenze contro di lei». La donna: «Non mi abbandonare».

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L'uscita dalla Questura di Ragusa di Veronica Panarello (con il cappuccio).

«Chi è stato deve pagare. Mia moglie dice di aver portato Loris a scuola ma ci sono troppe coincidenze contro di lei». Lo ha detto a Quarto grado Davide Stival, il padre di Loris, il bimbo trovato morto il 29 novembre nel Ragusano. «Anche se è stata mia moglie, deve pagare», ribadisce l'uomo. «Non si può fare questo a un bambino».
Dal carcere, Veronica Panarello ha lanciato un appello al marito: «Non mi abbandonare, sono innocente». Lo ha riferito il legale della donna, l'avvocato Francesco Villardita, che l'ha incontrata nel carcere di Catania dove l'indagata è in stato di fermo.
Intanto è passata la prima notte in carcere, in una cella d'isolamento e sorvegliata per problemi di sicurezza nell'ala femminile del penitenziario di Catania, come da protocollo, per Veronica.
NOTTE IN SILENZIO. La donna ha trascorso in silenzio l'intera nottata. Un silenzio interrotto soltanto dal ripetere, a chiunque l'avvicinasse, la frase: «io sono innocente, io non c'entro...». Ribadendo a tute le persone che ha incontrato di non avere ucciso suo figlio Loris.
La donna è costantemente sorvegliata dalla polizia penitenziaria dopo che al suo arrivo, nella serata di martedì 9 dicembre, era stata fortemente contestata da detenuti dell'istituto che hanno fischiato e urlato contro di lei «assassina, devi morire». Insulti ripetuti anche nel corso della giornata
DEFINITA VIOLENTA DALLA MADRE. Panarello, che nelle intercettazioni è stata definita come una persona «violenta fin da piccola» dalla madre, avrebbe detto agli agenti penitenziari: «Adesso voglio stare sola».
Secondo quanto riferito dal suo legale, Veronica si è detta «determinata ad andare avanti per dimostrare» la sua innocenza: «Ho accompagnato Loris a scuola e non so chi l'ha ucciso».
L'avvocato Francesco Villardita l'ha trovata «ancora processualmente serena ma molto provata perché si trova in carcere. Ha pianto ed è stremata». Poi ha riferito le sue parole: «Mi mancano i miei figli, Loris e il più piccolo, che è solo a casa». Poi un appello al marito Davide: «Non mi abbandonare, sono innocente».
L'AVVOCATO: «CHI SA PARLI». Villardita ha aggiunto: «Noi faremo indagini ma dobbiamo necessariamente trovare qualcuno che parli. E quindi lancio un appello: se qualcuno sa, se qualcuno è in condizioni di testimoniare, io sono a disposizione. Che si faccia avanti. Questo è un appello che vi giunge dalla difesa. Oggi non vi sono certezze, la signora potrebbe essere assolutamente innocente».
VERONICA COPRE QUALCUN ALTRO? Intanto Carmela Aguzza, nonna materna di Loris, ha spiegato: «Veronica è stata sempre una ragazza problematica, ma non è un mostro: sono convinta che nasconda qualcuno o qualcosa. Anche oggi mi dispiace, perché lei è mia figlia e non provo odio per lei, nonostante la morte di mio nipote».

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