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INCHIESTA 10 Dicembre Dic 2014 0725 10 dicembre 2014

Mafia Capitale, il clan evoca Finocchiaro nelle telefonate

La senatrice Pd citata da Odevaine per una gara già assegnata. Non è indagata.

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La senatrice Pd Anna Finocchiaro.

L'inchiesta 'Mafia Capitale' si arricchisce di nuovi particolari. E tra i numerosi nomi di politici e imprenditori citati dai protagonisti della vicenda, è spuntata Anna Finocchiaro, presidente della commissione Affari costituzionali del Senato.
Come raccontato dal quotidiano La Stampa, a tirare in ballo la senatrice del Partito democratico, che però non risulta in alcun modo coinvolta nell'inchiesta, è stato l'ex vicecapo di gabinetto di Walter Veltroni, Luca Odevaine, arrestato per corruzione e associazione mafiosa.
GARA PER IL CENTRO IMMIGRATI. Secondo il quotidiano diretto da Mario Calabresi quello che è considerato il «moltiplicatore di immigrati» ha tirato in ballo la rappresentante dem a Palazzo Madama in una conversazione telefonica del 16 giugno.
«La Finocchiaro gli ha detto (a Buzzi, ndr), 'Lascia perdere quella gara è già assegnata'». Il riferimento riguarda alla presunta trattativa per gestire le gare d'appalto del centro profughi a Mineo in provincia di Catania, emersa dal rapporto del Ros. E per Odevaine quella gara era molto importante: «È molto impegnativa, questa, 150 milioni di euro... 138... è per la gestione di Mineo e se pensi che tutto il casino dell'Expo per 200 milioni...».
FINOCCHIARO SMENTISCE. «Leggo dai giornali che nelle intercettazioni telefoniche che riguardano la vicenda di Mafia Capitale qualcuno ha tirato in ballo il mio nome per presunti incontri o colloqui con Salvatore Buzzi», ha subito replicato Finocchiaro. Che ha precisato di «non aver mai incontrato né tanto meno parlato con questa persona». Quindi ha spiegato: «Non so chi sia e sono pronta a querelare chiunque accosti il mio nome ad una così triste e grave vicenda».
COLLOQUI AL TELEFONO. Ma con chi parlava l'ex vicecapo di gabinetto di Veltroni che secondo i magistati a libro paga del sodalizio criminale e che riceveva tangenti da 90 mila euro? Con Carmelo Parabita, a sua volta interessato alla struttura siciliana.
«L'altro ieri ho trovato la telefonata del sindaco di... di Ramazza, che strano, l'ho richiamato e lui mi ha detto 'Sai avrei piacere di parlarti'. Chissà che cazzo vuole?! 'Se vieni giù' gli dico io e lui 'eh allora ci incrociamo perché vorrei parlarti'», dice al telefono Odevaine.
LA GARA PER MINEO. «Non credo sia per la gara», gli risponde l'interlocutore, subito corretto: «E certo che è per la gara... per forza». «Magari ha altri progetti in mente, ha bisogno di contatti qui a Roma con i ministeri», fa notare Parabita. Tuttavia, l'ex vicecapo di gabinetto di Veltroni è chiaro: «Giovanni (per gli investigatori verosimilmente è Giovanni Ferrera) e il sindaco di Ramacca viaggiano insieme, secondo me mi volevano chiedere di non partecipare... perché siccome... sì, poi sai l'imbarazzo se dopo la politica si mette sulla commissione a fa' casino... finora io, cioè finora tutte le cose».
IL RIFERIMENTO ALLA SENATRICE. È a questo punto che c'è l'accenno alla senatrice Pd.
Parabita domanda se non ci saranno altre offerte e si informa chiedendo «con chi staranno parlando». «A me ha detto... eh... Salvatore Buzzi, che è andato a parlare dalla Finocchiaro... e la Finocchiaro gli ha detto 'Lascia perdere, quella gara è già stata assegnata'».
Tuttavia, l'episodio non è stato riscontrato dalla procura di Roma, anche se proseguono le indagini per accertare eventuali legami tra il mondo politico e la criminalità organizzata.

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