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SCONTRO 11 Dicembre Dic 2014 1136 11 dicembre 2014

Camusso: «Con la precettazione il governo alza i toni»

Cgil e Uil contro Lupi sullo sciopero dei ferrovieri. Renzi: «Basta polemiche».

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Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.

Nuovo scontro tra i sindacati e Matteo Renzi. Il segretario della Cgil, Susanna Camusso, all'alba dello sciopero generale del 12 dicembre, ha puntato il dito contro il governo dopo la precettazione dei lavoratori del comparto ferroviario. «Si tratta di atti unilaterali che alzano i toni», ha detto intervenendo a Repubblica Tv. Camusso ha sottolineato che «quando si parla di responsabilità, qualcuno dovrebbe ragionare sui suoi comportamenti».
RENZI: «CAMBIAMO PAESE ANCHE PER LORO». Renzi ha replicato da Ankara spiegando che «c'è profondo rispetto per i sindacati, anche se non la pensiamo come loro. Cambieremo il Paese anche per loro ma garantiamo la massima collaborazione istituzionale e mi auguro che si risolvano in poche ore le polemiche tra Lupi e Camusso. Buon lavoro a chi lavora e in bocca al lupo a chi sciopera, con rispetto e senza polemiche».
RICORSO DI CGIL E UIL. Secondo Cgil e Uil, la precettazione «mette in discussione una delle massime espressioni della democrazia» in Italia. «È nostra intenzione investire dell'accaduto le massime cariche dello Stato, siamo di fronte a una inequivocabile lesione del diritto di sciopero sancito dalla Costituzione».
«Penso che Renzi», ha aggiunto Camusso, «abbia acceso una straordinaria speranza che però non può essere accompagnata da una grande paura come quando dice 'dopo di me c'è la Troika'. La sua fortuna è stata accendere una speranza, la traduca nella realtà e si ricordi che per molti la speranza è di trovare lavoro».
«GRAVITÀ STRAORDINARIA». Secondo Camusso la decisione della precettazione «è di una gravità straordinaria, gravissima perché a nostra memoria non c'è mai stata una precettazione su uno sciopero generale confederale». Per il leader della Cgil la precettazione è solo «una dimostrazione dell'indisponibilità perenne di questo governo di considerare che i lavoratori possono organizzarsi, possono manifestare, possono avere dei diritti» e un modo di «contrastare la libertà dei lavoratori».

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