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CASO 11 Dicembre Dic 2014 1500 11 dicembre 2014

Concordia, Schettino contro Costa: «Non sono unico colpevole»

L'interrogatorio del comandante: «Carriere in Costa troppo veloci, con colleghi parlavamo a gesti».

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L'ex comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino.

Nuovo interrogatorio a Grosseto dell'ex comandante della Concordia Francesco Schettino, che ha attaccato un po' tutti: la Costa, gli ufficiali, il timoniere indonesiano e i colleghi stranieri.
Sentito in aula dalle parti civili nel processo ha detto che «i tempi di progressione della carriera degli ufficiali in Costa Crociere sono sicuramente veloci, passaggi velocissimi tanto che ci riunimmo tra comandanti della compagnia e io venni designato come rappresentante sindacale segnalando che in azienda», così facendo veniva a mancava la cultura nautica, l'attenzione».
COLPE DI COSTA. «Se mi fossi sentito unico responsabile, non sarei andato al dibattimento in un processo come questo», ha detto Schettino rispondendo a un legale di parte civile, avvocato Fabio Targa di Padova, che gli chiedeva delle responsabilità di altri soggetti nel naufragio della Concordia.
NOTA AD AMBROSIO. Riguardo a Ciro Ambrosio, che gli passò il comando prima dell'urto, ha spiegato di avergli fatto una nota con dei rilievi: Non era per rallentare la sua carriera ma per fargli capire che non si è già arrivati, quella nota era per farlo migliorare. Ambrosio non ha mai creato problemi come ufficiale di guardia, ma secondo me non era pronto all'avanzamento di carriera».
Ambrosio a suo tempo ha patteggiato la condanna per omicidio plurimo, lesioni e naufragio colposi.
COMUNICAZIONE A GESTI. A bordo della Concordia talvolta si parlava a gesti, ha raccontato ancora il comandante.
La lingua ufficiale sarebbe l'italiano «ma con parte del personale, soprattutto romeni e asiatici, impiegati alla macchina o come personale alberghiero, il nostromo si faceva capire a gesti».
Fin dall'inizio del processo Schettino ha accusato il timoniere indonesiano Jacob Rusli Bin, irreperibile da dopo il naufragio, di non aver compreso i suoi ordini.
VARIE SCUSE. Nel corso dell'interrogatorio Schettino ha detto varie volte «non sapevo e non me l'hanno detto».
Ad esempio riguardo a due radar su quattro della Concordia che non funzionavano. Risposta simile anche alla domanda sul difetto alla capsula di safety del Vdr, ovvero la scatola nera della nave.

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