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GIALLO 11 Dicembre Dic 2014 1451 11 dicembre 2014

Delitto Loris, la madre Veronica Panarello interrogata

La donna in lacrime davanti al gip. Sentita in carcere tre ore, ha risposto a tutte le domande.

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Veronica Panarello, mamma di Loris Stival.

Si è dichiarata ancora una volta innocente Veronica Panarello, la madre del piccolo Loris trovato morto il 29 novembre.
Il gip del tribunale di Ragusa, Claudio Maggioni, ha sentito la donna nel carcere 'Lanza' di Catania per l'udienza di convalida del fermo. Veronica ha risposto per oltre tre ore a tutte le domande e ha affermato in lacrime: «Signor giudice mi creda, non sono stata io».
ATTESA LA DECISIONE DEL GIP. All'interrogatorio di garanzia hanno assistito il procuratore di Ragusa Carmelo Petralia, il sostituto Marco Rota e il legale della donna, l'avvocato Francesco Villardita.
Il gip si è riservato di decidere entro il 12 dicembre sulla convalida del fermo e su eventuali misure cautelari.
I FILMATI CONTRO DI LEI. Anche stavolta dunque, per la terza volta in meno di una settimana, Veronica non si è spostata di un millimetro dalle sue posizioni. E a nulla è servito mostrarle un vero e proprio 'film' realizzato la mattina di sabato 29 novembre grazie alle telecamere di Santa Croce Camerina, in cui la sua auto è ovunque tranne che dove dice la donna.
MISTERO SUL TELEFONO. Nel corso dell'interrogatorio Veronica ha anche smentito di avere un secondo telefonino, di cui parla la sorella in un verbale. «Ho un solo cellulare e l'ho consegnato spontaneamente agli investigatori prima ancora di essere fermata».
Un elemento interessante sarebbe però emerso dall'analisi dei tabulati e delle celle telefoniche: il cellulare di Veronica risulterebbe senza campo per una decina di minuti tra le 8.49 e le 9.25, vale a dire in quei 36 minuti in cui, secondo la ricostruzione della procura, viene ucciso Loris.
DUBBI SULLA CONSEGNA DELLE FASCETTE. La donna è tornata anche sulla questione delle fascette, dicendo di averle date alle maestre «per dare un contributo all'accertamento della verità». Loris è stato ucciso con delle fascette compatibili con quelle consegnate da Veronica, ma ciò si è saputo soltanto tre giorni dopo la visita delle maestre. Dunque, perché Veronica pensava di poter accertare la verità consegnando proprio quelle fascette quando nessuno, neanche i medici legali, sapevano che un oggetto come quello era proprio la presunta arma del delitto?
ESAMI SULL'AUTO DI VERONICA. Delle risposte interessanti potrebbero arrivare infine dagli esami sull'auto di Veronica: tracce ematiche o di urina nel portabagagli, ad esempio, sarebbero difficili da spiegare se non con la presenza di Loris. Ma anche l'eventuale presenza sul fondo della Polo nera di residui del terriccio di contrada Mulino Vecchio obbligherebbe la donna a spiegare il perché di quella presenza, visto che ha sempre detto di non esser mai andata lì.

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