Bordighera 141211190603
DELITTO 12 Dicembre Dic 2014 0948 12 dicembre 2014

Imperia, la madre confessa l'omicidio del bimbo russo

La donna in carcere: «L'ho gettato in mare perché malato». Proseguono le ricerche.

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Carabinieri durante le operazioni di ricerca del bambino scomparso a Bordighera.

Credeva che il figlio fosse malato, che soffrisse di epilessia come la nonna. Per questo ha deciso di ucciderlo, annegandolo in mare. Ha confessato Natalia Sotnikova, la madre 40enne del piccolo Semyon, il bimbo russo di nove mesi scomparso nella notte tra il 10 e l'11 novembre a Bussana, località a pochi chilometri da Bordighera (Imperia).
«HO VOLUTO UCCIDERLO». Al termine di un lungo interrogatorio, la donna è crollata, ammettendo la sua colpevolezza di fronte ai pm di Imperia. Fredda, determinata e soprattutto molto lucida, al procuratore aggiunto Grazia Pradella ha detto: «Ho voluto uccidere mio figlio». Ha spiegato di aver nuotato per alcuni metri e, quando si è accorta che il bambino non respirava, «ha sganciato il marsupio e l'ha lasciato andare».
CREDEVA FOSSE MALATO. L'ha annegato in mare perché «pensava fosse malato», ha raccontato ai pm la donna, che si trova ora in carcere, accusata di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà. Il fermo si è reso necessario anche perché «sussisteva il pericolo di fuga, avendo la donna e suo marito possedimenti in Slovenia e una disponibilità economica importante».
RIPRESE LE RICERCHE. Nel frattempo, sono riprese alle prime luci dell'alba, per mare e via terra, le ricerche del corpo del piccolo Semyon. Le indagini, affidate ai carabinieri del reparto operativo e del nucleo investigativo di Imperia, si svolgono tra Bussana e Bordighera, dove la donna, suo figlio e un accompagnatore si trovavano per una vacanza di una settimana in un hotel di lusso.

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