Ragusa Bimbo Morto 141205163938
INDAGINI 12 Dicembre Dic 2014 1922 12 dicembre 2014

Loris, confermato il fermo di Veronica Panarello

Perizie, niente stupro. Trovato il telefono segreto della madre. Che resta in carcere.

  • ...

Veronica Panarello, la mamma di Andrea Loris Stival.

Resta in carcere Veronica Panarello, la donna accusata di aver ucciso il figlio Loris, di 8 anni. Il gip di Ragusa, Claudio Maggioni, ha infatti convalidato il fermo e emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, accogliendo sostanzialmente la richiesta della procura.
La donna è accusata di aver strangolato con una fascetta di plastica il piccolo e di aver portato il corpo in contrada Mulino vecchio di Santa Croce Camerina. La procura di Ragusa non ha commentato la decisione e ha annunciato per il 13 dicembre la diffusione di un comunicato stampa.
«PERICOLO DI FUGA». Sottolineando la «cinica condotta tenuta» dalla donna e la «evidente volontà di volere infliggere alla vittima sofferenze», con «un'azione efferata, rivelatrice di un'indole malvagia e prima del più elementare senso d'umana pietà», il gip ha motivato la sua scelta affermando l'esistenza di «un fondato pericolo di fuga».
Dai comportamenti di Veronica Panarello, ha aggiunto il giudice, si desume che ha «un'indole violenta» ed è «incapace di controllare gli impulsi omicidi». Oltre al pericolo di fuga, dunque, c'è anche quello che possa «commettere gravi delitti della stessa specie per cui si procede». Tra l'altro, ha annotato il gip, la donna ha «senz'altro mentito sulle fondamentali circostanze di avere accompagnato il figlio Loris a scuola perché il suo racconto sarebbe incompatibile con quanto ripreso dalle telecamere».
«RICOSTRUZIONE ACCUSA COMPATIBILE». Insomma, contro Veronica, secondo quanto scritto nell'ordinanza, ci sono indizi tali da rendere «compatibile la ricostruzione dell'accusa».
Nel documento è stato inoltre ribadito come la vettura della donna, il 29 novembre, risulti «essere passata per due volte dal mulino vecchio, la zona dove è stato ritrovato il corpo del bambino.
La prima volta, intorno alle 8.30 e la seconda tra le 9.25 e le 9.36. L'orario del secondo passaggio dell'auto nella strada del Mulino Vecchio è compatibile con l'ora della morte del bambino, stimata dal medico legale tra le 9 e le 10.
IL MISTERO DELLE CHIAVI
Polizia e Carabinieri hanno ascoltato anche il padre di Loris, Davide Stival, che ha fornito dettagli importanti sulle abitudini della presunta omicida oltre ad averla riconosciuta in un'immagine alla guida della sua vettura: «Per rientrare in casa quando la mamma lo lascia davanti il portone del condominio, Loris usa la copia di chiavi che sua madre ha in auto». Secondo quanto è emerso dalle immagini delle telecamere, Veronica Panarello, dopo avere lasciato rientrare nell'abitazione Loris e lasciato il figlio piccolo in una ludoteca, ha parcheggiato la sua Polo nera effettuando della «manovre in retromarcia per entrare nel garage di casa nonostante nel piazzale antistante vi sia un posto disponibile». La donna, ha sottolineato il gip, «ha aperto il garage dall'interno, non avendo con sé le chiavi e vi ha posteggiato l'auto». «Lei ha un altro mazzo di chiavi dentro la macchina, dove ci sarà quella del garage» ha proseguiro l'uomo. «Siccome queste (le chiavi) erano attaccate a quelle della macchina, lei non poteva partire, quindi gli ha dato quelle che erano dentro la Polo». «La copia delle chiavi», ha spiegato Stival «la teneva di scorta in auto. Loris le ha prese ed è salito a casa. Quando lei è tornata, dovendo entrare nel garage, non ha potuto aprire la porta, perché non aveva le chiavi: le aveva date a Loris».
«NON ERA DOVE DICEVA DI ESSERE». La madre di Loris, poi, «non si è trovata dove diceva di essere ed è provato che nello stesso tempo era altrove». Il giudice ha sottolineato che la donna ha negato decisamente di essersi mai recata sul luogo dove è stato trovato il corpo di Loris, sostenendo di non conoscerlo. Circostanza che «non corrisponde al vero e smentita da un'intercettazione tra la madre dell'indagata, Angela Anguzza, e sua sorella Antonella Panarello, da cui è risultato, invece, che la donna andava sempre a prendere l'acqua con la mamma da una fontana che dista dal posto circa 50 metri».
Dalle prime perizie medico-legali, consegnate alla procura di Ragusa, è stata intanto esclusa l'ipotesi di violenza sessuali sul bambino; Loris, a quanto risulta, non ne avrebbe subite né il giorno dell'omicidio, né in precedenza.
Veronica Panarello non ha ancora saputo della decisione del Gip. Il suo legale, l'avvocato Francesco Villardita, la deve informare il 13 dicembre, quando ha in programma un incontro con lei nel carcere di Catania dove è in custodia in isolamento.
Sulla decisione del giudice il penalista è stato lapidario: «Ne prendiamo atto, la studieremo e poi presenteremo ricorso al Tribunale del riesame di Catania».

Per la procura la donna ha mentito

Andrea Loris Stival.

La battaglia legale è imperniata sul 'Grande fratello' di Santa Croce Camerina: telecamere, satelliti di Google earth, intercettazioni e controlli sui tabulati telefonici. Un intreccio di dati e frame dalla quale deve venire fuori la verità. Per la procura la linea è già chiara: «La donna ha mentito su spostamenti e orari, e ha mantenuto la stessa linea di condotta anche davanti alle contestazioni».
L'AVVOCATO: «IMMAGINI POCO CHIARE». Una tesi condivisa dal Gip. La difesa la chiama «coerenza e chiarezza». Una chiarezza, che secondo il legale di Veronica Panarello, mancherebbe nei filmati, piene di «ombre e sagome, con poche certezze».
Il giorno del delitto è anche diventata una ricostruzione video realizzata dagli investigatori: 30 minuti che mettono assieme tutte le immagini delle telecamere che inquadrano la mattina del 29 novembre la Polo nera di Veronica.
Almeno una ventina, secondo polizia e carabinieri, sarebbero di «ottima» definizione, con una visione chiara e dettagliata.
UNA STRADA DIVERSA DAL SOLITO. Messe a confronto con quelle dei giorni precedenti al 'sabato maledetto' mostrerebbero la mamma di Loris cambiare strada, usare un percorso alternativo al consueto. E soprattutto non andare alla scuola di Loris e passare due volte nella zona del Mulino Vecchio.
La procura ha vagliato le 'bugie' di Veronica, ma anche certe sue improvvise 'aperture' a sorpresa: come quando ha consegnato le fascette bianche di plastica alle maestre di Loris due giorni dopo il ritrovamento del corpo. Un elemento nuovo che l'ha chiamata in causa. Ma è stata lei a dare il via agli accertamenti che permetteranno di accertare causa ed effetto nell'omicidio del figlio: strangolato con fascette compatibili con quelle che lei aveva in casa.
Il delitto resta con temi ancora sospesi: primo tra tutti il movente. Incertezze che, forse, possono essere spiegate con la personalità della donna e il suo passato, tra delusioni affettive e tentativi di suicidi per chiedere attenzione.
Ipotesi, ovviamente. Ma i magistrati vogliono fare chiarezza fino in fondo.
NIENTE DI PARTICOLARE SUL TELEFONINO. È invece sfumata la pista del telefonino segreto, citato in una intercettazione tra la madre di Loris e la sorella, e di cui finora era sempre stata negata l'esistenza. Era in uso a un'amica 30enne alla quale la mamma di Loris lo aveva prestato, perché il suo si era rotto.
È stata la stessa 30enne a rivelare che nello smartphone «c'erano foto e video di Loris, e tutte le cose di cui una mamma è orgogliosa». Il telefono, consegnato a polizia e carabinieri, è stato già controllato e non è risultato contenere elementi utili alle indagini.

Correlati

Potresti esserti perso