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GIUSTIZIA 12 Dicembre Dic 2014 1115 12 dicembre 2014

Scajola, pm contesta aggravante mafiosa a Chiara Rizzo

I magistrato accusano la donna di aver 'coperto' le aziende del marito Matacena. Stessa richiesta per Sacco.

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Chiara Rizzo in compagnia del marito Amedeo Matacena in una foto d'archivio.

Si aggrava la posizione di Chiara Rizzo, la moglie dell'armatore Amedeo Matacena.
Il pm della Dda di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo ha contestato l'aggravante mafiosa nei confronti della donna.
Stessa richiesta anche per Martino Politi, indicato come il factotum di Matacena e Roberta Sacco, l'ex segretaria dell'ex ministro Claudio Scajola.
ACCUSATI DI SCHERMARE AZIENDE. La contestazione è avvenuta nell'udienza del processo con rito abbreviato in corso davanti al gup di Reggio Calabria, Adriana Trapani.
Rizzo, Politi e Sacco sono accusati di aver tentato di schermare le aziende di Matacena, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, e di aver tentato di procurare la mancata esecuzione della pena nei confronti dell'ex parlamentare di Forza Italia che da tempo si trova a Dubai.
AGGRAVAMENTO DOPO APPROFONDIMENTI. La modifica del capo d'imputazione e la contestazione dell'aggravante mafiosa, secondo quanto ha riferito il pm in aula, si rende necessaria dopo una serie di approfondimenti investigativi relativi alla gestione della società Cogem, controllata da Rizzo e dal marito.
La Cogem, secondo quanto hanno accertato gli agenti della Dia, si sarebbe accaparrata i principali appalti pubblici a Reggio Calabria.
Il processo è stato rinviato al 18 dicembre.

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