LAVORO 12 Dicembre Dic 2014 0940 12 dicembre 2014

Sciopero generale 12 dicembre: il live delle manifestazioni

In piazza Cgil, Uil e Ugl. Scontri a Milano (foto). Due poliziotti feriti a Torino. Il live.

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Italia bloccata e sindacati in piazza venerdì 12 dicembre per lo sciopero generale indetto da Cgil e Uil per protestare contro Jobs act e legge di Stabilità varate dal governo di Matteo Renzi.
Manca all'appello la Cisl che ha scelto di non manifestare bollando lo sciopero generale come «uno strumento inadeguato», mentre ha deciso di aderire l'Ugl.
Dalla scuola ai trasporti, dalla sanità agli uffici pubblici, la protesta prevede l'astensione di tutta la giornata lavorativa (guarda la mappa e gli orari della mobilitazione) di tutti i settori anche privati.
ADESIONE AL 60%. Il dato fornito dai sindacati parla di oltre il 60% di adesioni all'agitazione «con una partecipazione nelle 54 piazze di oltre un milione e mezzo di persone». Cortei, otto ore di stop. Bloccato il trasporto pubblico: il 50% dei treni e degli aerei resta fermo. La percentuale sale all'80% per gli autobus.
SCONTRI A MILANO, A TORINO FERITI DUE POLIZIOTTI. In alcune piazze la tensione è alta. Soprattutto a Milano e Torino dove le forze dell'ordine hanno caricato studenti e antagonisti. Nel capoluogo piemontese in particolare le forze dell'ordine hanno fermato nove persone: due poliziotti sono rimasti feriti negli scontri con gli autonomi che si sono staccati dal corteo di Cgil e Uil.
CARICHE DELLA POLIZIA A ROMA. A Roma le forze dell'ordine hanno caricato davanti lo stabile occupato dai Movimenti per la casa nei pressi del Policlinico Umberto I. Le forze dell'ordine in tenuta antisommossa hanno respinto i manifestanti radunati all'esterno verso la piazza. Dall'edificio gli occupanti hanno lanciato in strada diverse bombe carta.


ATTACCHI DEI LEADER SINDACALI ALL'ESECUTIVO. Dopo gli scontri con l'esecutivo e il dietrofront di Palazzo Chigi sulla precettazione degli addetti ai trasporti chiesta dal ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, i sindacati hanno programmato 54 manifestazioni nelle piazze d'Italia (10 regionali, cinque interprovinciali e 39 territoriali), dove si radunano anche gli studenti (slogan della giornata «Così non va», scelto anche come hashtag sui social network).
La leader della Cgil Susanna Camusso ha scelto Torino, mentre il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo ha guidato la manifestazione di Roma. A Genova c'è il numero uno della Fiom Cgil Maurizio Landini.
In corteo sono apparsi anche il deputato della minoranza del Partito democratico Stefano Fassina e il leader di Sinistra ecologia e libertà Nichi Vendola.
«Nel Jobs Act ci sono norme da Anni 20», ha detto Camusso. «Blocchiamo il Paese per farlo ripartire. Faremo una nuova Resistenza», l'eco di Carmelo Barbagallo, della Uil. Landini: «Grande risposta dei lavoratori contro le politiche del governo».
RENZI SOSTIENE LE RIFORME. Dalla Turchia è, invece, arrivato il monito del presidente del Consiglio che ha ribadito di non condividere la mobilitazione: «Senza riforme siamo condannati al declino», ha affermato Renzi da Istanbul parlando agli imprenditori italiani e turchi a Istanbul.
Mentre il capo dello Stato Giorgio Napolitano, pur non entrando nel merito dello sciopero, ha messo in guardia dai «segnali di tensione», il presidente della commissione di Garanzia Roberto Alesse ha detto che la protesta nel settore ferroviario «resta in violazione delle regole e dovrà essere valutata attentamente nei prossimi giorni».

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18.29 - ADESIONE OLTRE IL 60%. «Un'adesione media» allo sciopero generale di Cgil e Uil «superiore al 60%, con una partecipazione nelle 54 piazze di oltre un milione e mezzo di persone». Lo hanno riferito gli stessi sindacati, in una nota, esprimendo «forte soddisfazione per la piena riuscita dello sciopero generale».
Cgil e Uil hanno espresso, nella nota congiunta, «forte soddisfazione per la piena riuscita dello sciopero generale promosso per oggi con le parole d'ordine 'Così non va!', che da Nord a Sud, attraversando tutti i settori, pubblici e privati, ha registrato un'adesione altissima, con una media superiore al 60%. Un andamento positivo ovunque, non solo quindi nei grandi complessi industriali, nei diversi settori della Pubblica amministrazione e nel segmento dei trasporti, ma anche laddove il lavoro è frammentato e precario, come nei servizi e nel commercio, dove la media si assesta anche qui intorno al 60%». Uno sciopero, hanno sottolineato, che «pur cadendo in un periodo di forte disagio sociale e di una perdurante grave crisi economica, ha segnato nelle piazze una grandissima partecipazione, segno di una volontà di cambiamento, vera e positiva. Nelle cinquantaquattro piazze più di un milione e mezzo tra lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, giovani, precari e tantissimi studenti, hanno oggi manifestato per chiedere al governo e al parlamento di cambiare in meglio la legge sul lavoro nel varo dei decreti attuativi e di intervenire nella legge di stabilità, rimettendo al centro il lavoro, le politiche industriali e dei settori produttivi fortemente in crisi, la difesa e il rilancio dei settori pubblici e la creazione di nuova e buona occupazione». Dunque, hanno concluso i due sindacati, «una giornata straordinaria, di protagonismo assoluto del mondo del lavoro che, riprendendosi la scena, segna un passaggio cruciale della mobilitazione contro le scelte sbagliate del governo, per un cambiamento vero».

17.55 - ROMA, DUE ARRESTI. «Per due attivisti è stato convalidato l'arresto con l'accusa di violenza e saranno processati domani per direttissima». A riferirlo i Movimenti di lotta per la casa in una conferenza stampa vicino allo stabile che avevano occupato. «Oggi le forze dell'ordine si sono accanite con calci e pugni, anche in faccia, contro persone inermi che si erano sedute a terra ma noi non abbiamo paura. Per anni sono stati coperti gli affari sporchi di Buzzi e Carminati. Qualcuno ancora vorrebbe speculare sulla nostra pelle».

17.54 - ROMA, METRO RIAPERTA. Sono state riaperte le tre linee della Metropolitana di Roma, chiuse per lo sciopero nazionale indetto da Cgil e Uil. Lo ha reso noto l'Agenzia per la mobilità. Ripristinate anche le ferrovie per Ostia e Giardinetti. In via di ripristino anche il normale servizio sulla rete bus e tram. Accesso libero nelle Ztl diurne Centro e Trastevere. Chiusa la Ztl Tridente.

17.54 - FIUMICINO: 312 VOLI CANCELLATI. Sono stati 312 i voli, tra arrivi (153) e partenze (159) cancellati all'aeroporto di Fiumicino per lo sciopero generale di Cgil e Uil che ha interessato il comparto aereo dalle 10 alle 18. A Ciampino, secondo scalo della Capitale, sono stati invece 39 i collegamenti (20 in partenza e 19 in arrivo) soppressi. Della cancellazione o delle modifiche di orario dei voli, i passeggeri sono stati messi preventivamente al corrente dalle varie compagnie aeree, che hanno poi provveduto a riproteggere i viaggiatori su voli alternativi. Tra i passeggeri, c'è stato chi ha pertanto evitato di recarsi in aeroporto sapendo di non trovare il volo e chi, al contrario, ha atteso pazientemente nei terminal, «rifugiandosi» nei bar e ristoranti o immergendosi nella lettura di libri e quotidiani, la chiamata all'imbarco del volo alternativo o di quello che ha visto slittare di alcune ore l'orario della partenza.


17.03 - TORINO, INDUSTRIALI: «ADESIONE AL 17,2%». La partecipazione allo sciopero indetto da Cgil, Uil e Ugl, è stata nelle aziende torinesi, in media, pari al 17,2%. Lo ha rilevato l'Unione industriale sulla base di un campione significativo di aziende associate.

16.38 - ROMA, TRAFFICO IN TILT IN PIAZZA GALENO. Sono ancora in piazza Galeno, a Roma, i militanti dei Movimenti per la Casa dopo lo sgombero dell'edificio alle spalle del policlinico Umberto I che avevano occupato in tarda mattinata. La piazza è stata chiusa al traffico per metà ed il traffico in zona è bloccato. Forti disagi sia in direzione viale Regina Margherita e su via Nomentana.

15.41 - POLETTI: «ASCOLTIAMO LA PIAZZA, MA ANDIAMO AVANTI». «Ascoltiamo la piazza», ha commentato il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, «ma siamo intenzionati ad andare avanti con l'attuazione delle riforme, non possiamo permetterci un colpo di freno, oggi l'Ue ci chiede di essere coerenti coi nostri impegni». «L'Italia non può permettersi un colpo di freno perchè questa attesa, e lo possiamo dire oggi da Bruxelles, c'è anche a livello europeo. Ci hanno chiesto di essere coerenti con gli impegni assunti», ha aggiunta Poletti. Per il ministro è «doveroso ascoltare il messaggio dei cittadini, ma troppo spesso è accaduto in Italia che il cammino delle riforme si è interrotto e noi non siamo intenzionati a farlo».

14.47 - MANIFESTATI OCCUPANO STABILE A ROMA: CARICHE DELLA POLIZIA. Cariche delle forze dell'ordine davanti lo stabile occupato dai Movimenti per la casa a Roma nei pressi del Policlinico Umberto I. Le forze dell'ordine in tenuta antisommossa hanno respinto i manifestanti radunati all'esterno verso la piazza. Dall'edificio gli occupanti hanno lanciato in strada diverse bombe carta.

14.25 - MASSIMO D'ALEMA CONTESTATO A BARI. «Vattene via», «siete dei porci», sono alcune delle frasi che alcuni partecipanti allo sciopero generale hanno rivolto all'ex premier Massimo D'Alema che, dopo una visita al sindaco di Bari, è passato tra i manifestanti - riuniti nella piazza antistante il municipio per il comizio - per allontanarsi dalla zona. «Sei un morto vivente» hanno aggiunto altri, dicendo: «La tua pensione dalla a noi».
D'Alema, circondato da alcuni esponenti del Pd locale, non ha replicato alle offese ma ha proseguito con calma il suo cammino. «Vergognati, hai rovinato tu il Paese», hanno continuato i manifestanti che hanno accompagnato D'Alema per un discreto tratto di strada. Giunti più avanti, in piazza Massari, alcuni hanno raccolto del terriccio che hanno lanciato in direzione dell'esponente Pd. Poco dopo alcuni agenti della polizia in borghese sono intervenuti per calmare la folla e consentire a D'Alema di allontanarsi indisturbato.

14.14 - SCONTRI A TORINO: FERMATE NOVE PERSONE. Sono nove le persone fermate a Torino per gli scontri avvenuti tra autonomi e polizia. Lo rende noto la Questura, che sta valutando la loro posizione.

13.21 - VOLI CANCELLATI, SARDEGNA IN GINOCCHIO. Sardegna in ginocchio nei trasporti aerei per lo sciopero generale indetto da Cgil e Uil. Voli in partenza e arrivi cancellati a Cagliari per l'adesione all'astensione dal lavoro: previsti disagi con decolli annullati anche nel pomeriggio. Stessa cosa anche per l'aeroporto di Alghero: passeggeri a terra pure nello scalo catalano. Meno disagi invece nei collegamenti ferroviari. Secondo i dati Trenitalia l'adesione allo sciopero non è andata oltre il 4%: su 19 collegamenti soppresso solo la tratta viaggio Olbia-Chilivani. Disagi e traffico rallentato anche nella circolazione stradale sulla Statale 125 per il presidio di circa 500 manifestanti allo svincolo per Tortolì, in Ogliastra. Per il resto qualche problema, tra l'altro messo in preventivo, nei centri urbani teatri delle manifestazioni.

13.07 - METRO CHIUSE A ROMA, TRAFFICO IN TILT. Tutte e tre le metro chiuse, lunghe attese alle fermate per gli autobus e cinque cortei, compreso quello principale di Cgil e Uil, hanno mandato in tilt il traffico cittadino della Capitale nel giorno dello sciopero generale. Disagi anche per i viaggiatori negli scali di Fiumicino e Ciampino per la cancellazione dei voli. Il venerdì nero si è verificato soprattutto nella zona centrale della città attraversata - da piazzale dell'Esquilino a piazza Santi apostoli - dal corteo dei sindacati. Disagi al traffico anche per gli altri cortei: gli studenti delle scuole a Piramide, gli universitari a piazza all'università la Sapienza e i movimenti per il diritto dell'abitare a Porta Pia. Gli studenti sono scesi in piazza Luigi Sturzo all'Eur. Gli studenti partiti da Piramide hanno raggiunto il ministero della Pubblica istruzione provocando chiusure a soffietto nelle zone interessate dal loro passaggio: viale Aventino, Circo Massimo, Ponte Palatino, lungotevere e viale Trastevere. Pesanti le ripercussioni sul lungotevere, più 'normale' la situazione del Gra dove - secondo la polstrada - il traffico è rallentato ma non bloccato. Problemi si sono verificati all' altezza della Casilina per un incidente tra un camion e un'auto che si è capovolta. Traffico sostenuto anche sulle consolari.

13.03 - MILANO, FUMOGENI AL PIRELLONE. Alcuni fumogeni e oggetti sono stati lanciati davanti al palazzo della Regione, a Milano, dai manifestanti del corteo della rete studentesca organizzato nella giornata dello sciopero generale. La manifestazione è partita attorno alle 9 in piazza Cairoli. Sfilando in viale Tunisia, gli studenti hanno imbrattato alcuni muri con le bombolette spray. Momenti di tensione quando il corteo dello sciopero, con moltissimi studenti, è arrivato in piazza Duca d'Aosta. Sono stati esplosi alcuni petardi e lacrimogeni. la polizia ha caricato i manifestanti con i manganelli.

12.55 - PALERMO, UOVA CONTRO LA SEDE PD. Un gruppo di studenti e ragazzi dei centri sociali, staccatosi dal corteo di Cgil e Uil, si è diretto verso la sede regionale del Pd, in via Bentivegna, a Palermo, lanciando uova e vernice rossa contro la facciata del palazzo e accendendo fumogeni.

Gli autonomi di Palermo (©Ansa).

12.53 - SCONTRI AUTONOMI-POLIZIA A TORINO. Scontri tra polizia e autonomi in corso Regina Margherita, a Torino, all'altezza del Rondò della Forca.
I dimostranti, che si erano staccati dal corteo di Cgil e Uil, hanno tentato di proseguire lungo il corso forzando il blocco delle forze dell'ordine, che hanno risposto con una carica di alleggerimento. Fermati alcuni manifestanti. In precedenza, dal corteo di autonomi e studenti c'era stato, sempre all'altezza del Rondò della Forca, un lancio di pomodori contro il cordone di poliziotti in assetto antisommossa. Le rapide e improvvise deviazioni di percorso dei manifestanti hanno provocato rallentamenti, blocchi e disagi al traffico in tutto il centro.

12.50 - FERMI 50% DI AEREI E TRENI, 70% DEI BUS. Secondo le stime di Cgil e Ui, con lo sciopero generale sono rimasti fermi circa il 50% dei treni e degli aerei e circa il 70% degli autobus.

12.45 - BARBAGALLO: «CAMBIAMO L'ITALIA NON A PAROLE». «Noi veramente vogliamo cambiare l'Italia, non a parole», ha detto Barbagallo, dal palco della manifestazione a Roma.
«Devono smetterla di raccontare storie, di fare promesse non mantenute, devono ridare dignità ai lavoratori, speranza ai giovani e certezze ai pensionati per sopravvivere a questa crisi».
«Caro presidente del Consiglio», ha continuato il leader della Uil, «ci stupisca, ci convochi e discutiamo del futuro del Paese».

Il corteo della manifestazione per lo sciopero generale a Perugia (©Ansa).

12.40 - A MILANO «RENZI MOSTRO DI FIRENZE». «Renzi mostro di Firenze», è stato lo slogan di uno striscione dei lavoratori in piazza a Milano, che sono «contro il governo e i padroni».
Una donna in costume invece ha mostrato un cartello con su scritto: «Renzi non toccare l'articolo 18. Regolarizza la prostituzione per un'Italia più ricca ed equa».
Alcuni ragazzi hanno portato una bara perché il «Jobs act seppellisce i diritti dei lavoratori». In piazza Duomo sono presenti anche i ferrovieri della Lombardia, oltre a pensionati, lavoratori di aziende in crisi, precari e disoccupati.

12.30 - CAMUSSO: «NOI TIRIAMO DRITTO». Salendo sul palco allestito a Torino, Camusso ha attaccato il capo del governo: «Il presidente del Consiglio ha detto che andrà avanti perché ci pensa lui a cambiare anche senza di noi. La prima cosa che deve sapere è che non si cambia un Paese se non lo si fa con i lavoratori. Altrimenti succede che ci si trova in brutta compagnia come quelle che emergono dalle cronache». Quindi ha aggiunto: «Se il messaggio di Renzi è 'tiriamo dritto' sappia che sappiamo tirare dritto anche noi. Non abbiamo bisogno di sentirci minacciati».

12.35 - D'ALEMA: «IL GOVERNO ASCOLTI LA PIAZZA». Secondo Massimo D'Alema la «situazione del Paese è grave»: «Spero che il governo ascolti questa piazza e tenga conto della richiesta che viene dai lavoratori», ha detto l'ex premier parlando con i giornalisti che lo hanno incontrato casualmente nel municipio di Bari dove l'esponente del Pd ha fatto una visita a sorpresa al sindaco, Antonio Decaro.
«I lavoratori», ha aggiunto D'Alema, «sono in piazza per chiedere un maggiore impegno per il lavoro, per lo sviluppo, e questo mi pare comprensibile». L'ex premier si è poi soffermato con i cronisti sulle prossime elezioni regionali pugliesi dicendo di aver incontrato il candidato governatore del centrosinistra, Michele Emiliano.

Un vigile del fuoco in corteo (©Ansa).

12.20 - TORINO: PROTESTA DEI VIGILI DEL FUOCO. Alla manifestazione di Torino hanno partecipato numerosi vigili del fuoco, che hanno sfilato in testa al corteo e hanno improvvisato una performance sdraiandosi per terra nella centrale via Roma.
Presenti anche alcuni No Tav con lo striscione «Attenzione terroristi a 30 metri» riferimento all'accusa di terrorismo contestata dalla Procura di Torino a sette attivisti per l'assalto al cantiere di Chiomonte del maggio 2013.

12.15 - LANDINI: «RENZI, BASTA VOTI DI FIDUCIA». «La prima cosa che Renzi deve fare è smetterla di chiedere voti di fiducia, deve accettare di confrontarsi e discutere con tutti», ha detto Landini alla manifestazione di Genova. «Poi deve togliere dal tavolo la vicenda dell'articolo 18 e aprire invece una discussione vera sugli investimenti. Perché senza la ripresa degli investimenti il lavoro non si crea», ha continuato il leader della Fiom dal palco allestito in Piazza De Ferrari.
Quindi s'è detto soddisfatto per la «risposta straordinaria dei lavoratori contro le politiche del governo Renzi»: «Ci sono le piazze piene non solo a Genova ma in tutta Italia».

12.00 - ADESIONE ALL'80% IN LOMBARDIA. A Milano si è svolta una manifestazione con una «fortissima partecipazione»: secondo i sindacati almeno 50 mila persone hanno partecipato al corteo che s'è concluso in piazza Duomo dopo aver sfilato per il centro della città.
All'insegna dello slogan «uniti si vince» i lavoratori hanno protestato contro il governo e hanno chiesto di «ascoltare i sindacati».
Secondo le stime della Cgil, in Lombardia l'adesione allo sciopero è stata dell'80%.

Vigili del fuoco in corteo durante lo sciopero generale indetto da Cgil e Uil (©Ansa).

11.35 - A PALERMO 15 MILA IN PIAZZA. Sono circa 15 mila le persone, secondo gli organizzatori, che partecipano alla manifestazione a Palermo contro le politiche economiche del governo (sono 10 in Sicilia le città dove sono state organizzate manifestazioni: i nove capoluoghi di Provincia e Caltagirone, nel Catanese).
In piazza insieme con i lavoratori ci sono anche gli studenti medi e universitari.

11.30 - IN CAMPANIA 50 MILA ADESIONI. Oltre 50 mila persone, secondo la stima di Cgil e Uil Campania, partecipano alla manifestazione regionale promossa a Napoli dalle due confederazioni per lo sciopero generale.
In città anche gli altri due cortei, quello organizzato dai movimenti studenteschi, composto da alcune centinaia di persone, partito da piazza del Gesù, nel centro storico di Napoli, e quello dei Collettivi Universitari Organizzati, partito da piazza Garibaldi, anche questo composto da qualche centinaio di manifestanti. Secondo quanto si apprende dalle forze dell'ordine, finora non si registrano incidenti né criticità nella gestione del traffico veicolare.

11 - LA CGIL: ADESIONE DELL'INDUSTRIA DEL 70%. I primi dati che provengono dal settore industriale segnano «un'altissima adesione allo sciopero generale». A sottolinearlo è stata la Cgil che ha rilevato una media di adesione del 70,2%, mentre «sono affollatissime le 54 piazze dove si stanno tenendo i cortei e le manifestazioni a sostegno dello sciopero».

10.50 - FASSINA: «RENZI CI ASCOLTI». «La politica economica del governo, a cominciare dal lavoro, va corretta, è iniqua e non funziona ai fini della ripresa», è stato il commento del deputato della minoranza Pd, Stefano Fassina che partecipa allo sciopero generale.
«Spero che il segretario del Pd ascolti con grande attenzione» la voce della piazza, «è l'indicatore chiaro che la rotta va corretta», ha aggiunto Fassina.

Il corteo della Cgil e Uil (©Ansa).

10.45 - IL GARANTE CONTRO LO SCIOPERO. Lo sciopero nel settore ferroviario «resta in violazione delle regole e dovrà essere valutato attentamente nei prossimi giorni», ha fatto sapere Roberto Alesse, presidente della commissione di Garanzia sugli scioperi a Radio 24.
Secondo Alesse andranno valutate sanzioni per i sindacati che non si sono adeguati all'indicazione della Commissione.
NEL 2014 1.300 SCIOPERI. Dall'inizio dell'anno a novembre, ha continuato il garante, ci sono già stati circa 1.300 scioperi. «Bisogna fare veramente uno sforzo per cercare di rilanciare un metodo di concertazione finalizzato a raffreddare il conflitto», ha detto Alesse, «altrimenti non se ne esce da questa situazione cronica». Quindi ha concluso precisando che serve «mettere tutti intorno al tavolo»: «vogliamo andare avanti così all'infinito? Non possiamo rassegnarci».
SINDACATI GIÀ AVVISATI. Tornando sul procedimento sulle sanzioni, il garante ha precisato che sabato 13 dicembre la commissione farà una prima valutazione e deciderà cosa fare. Alesse ha detto di avere contestato, come organismo, «molti giorni fa, il 24 novembre, ai sindacati, l'eccessiva concentrazione di scioperi nel settore ferroviario»: «Abbiamo detto loro che violavano la legge 146 perché c'erano già degli scioperi proclamati per sabato e domenica in questo settore, prima dello sciopero di oggi. E abbiamo scritto al ministro Lupi perché valutasse politicamente la questione. Il governo ha ritenuto di agire sul piano dell'opportunità, noi siamo i giudici della legittimità formale. Noi siamo un organismo tecnico e non facciamo politica».

10.40 - VENDOLA: «CAMBIARE PAGINA». «Il governo ha imboccato una direzione sbagliata. Bisogna cambiare radicalmente pagina, sapendo anche che questa è la piazza antimafiosa», ha detto il leader di Sel, Nichi Vendola che partecipa al corteo organizzato in occasione dello sciopero generale di Cgil e Uil.
«È un grande errore andare contro una piazza che in un Paese sporco è l'unico presidio pulito», ha aggiunto Vendola sottolineando il fatto che il governo «non è capace di mettere in campo politiche contro la povertà e per il lavoro, da difendere e da creare. Va male, molto male».


10.35 - NAPOLITANO: «SCIOPERO È SEGNO DI TENSIONE». «Lo sciopero generale è segno senza dubbio di una notevole tensione tra sindacati e governo», è stato il commento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che da Torino ha analizzato con i giornalisti la mobilitazione di Cgil e Uil.
«È bene che ci sia rispetto reciproco» tra le prerogative di governo e sindacati e che «non si vada a una esasperazione come quella di cui oggi abbiamo il segno. Non fa bene al Paese», è stato il messaggio del capo dello Stato.
SERVE LA DISCUSSIONE. Tuttavia Napolitano ha precisato di non voler «entrare nel merito delle ragioni degli uni o degli altri»: «Mi auguro che si discutano sia le decisioni già prese, come quella della legge di riforma del mercato del lavoro, sia quelle da prendere soprattutto per il rilancio dell'economia e dell'occupazione in un contesto europeo». E che per queste tematiche così importanti per il Paese, «si trovi la via di un discussione pacata».
SERVE RISPETTO RECIPROCO. Quindi, lasciando Torino, il presidente della Repubblica ha aggiunto: «Naturalmente poi il governo ha le sue prerogative, le ha anche il parlamento e ha il suo ruolo da svolgere il sindacato». Per tutte queste ragioni, sottolineate con forza il capo dello Stato, «è bene che ci sia rispetto reciproco di queste prerogative e che non si vada a una esasperazione».

10.25 - LANDINI: «IL GOVERNO NON HA CONSENSO». Secondo Landini, lo sciopero generale «dimostra che questo governo non ha il consenso del Paese sulle politiche del lavoro»: «Bisogna creare posti di lavoro e non togliere diritti», ha detto il leader della Fiom all'inizio di uno dei due cortei organizzati dai sindacati a Genova chiedendo anche che il governo «cambi verso» nella lotta alla criminalità organizzata.

10.20 - VIA AL CORTEO DI ROMA CON BARBAGALLO. È partito dopo le 10 il corteo di Roma per lo sciopero generale con la partecipazione di Barbagallo, in piazza con il segretario generale della Cgil Roma e Lazio, Claudio Di Berardino.
Ad aprire il corteo lo striscione con lo slogan scelto dai due sindacati che recita «Così non va, sul Jobs act, sulla legge di stabilità, sulle politiche economiche, sulla P.a. Abbiamo proposte concrete per cambiare l'Italia».
RENZI DIVENTA PINOCCHIO. Per le strade anche le bandiere e i palloncini rossi e azzurri di Cgil e Uil, ma anche i palloncini con il volto di Renzi-Pinocchio, che già si erano visti in occasione della manifestazione unitaria del Pubblico impiego per chiedere il rinnovo del contratto.
Per lo sciopero a Roma sono state chiuse le metro A, B e C; fermi anche i treni sulla tratta Termini Giardinetti e Roma Lido mentre sulla Roma Viterbo sono segnalate sul sito Atac possibili cancellazioni di corse. Anche per i mezzi di superficie le corse non sono garantite e sono previste lunghe attese alle fermate.

Cgil e Uil in piazza per lo sciopero generale di venerdì 12 dicembre (©Ansa).

10.15 - CGIL: «NOI NON CI FERMIAMO». «È una scelta del governo se continuare a provare a innescare il conflitto oppure discutere. Deve essere chiaro che noi non ci fermiamo», è il messaggio lanciato da Camusso dalla manifestazione di Torino. «Continueremo a contrastare le scelte sbagliate per avere una prospettiva di lavori in questo Paese», ha aggiunto la leader della Cgil, secondo cui «l'emergenza è il lavoro»: «Bisogna fare politiche perché il lavoro ci sia ma non può essere un lavoro qualunque senza diritti e senza professionalità».
Sull'assenza della Cisl, Camusso ha spiegato: «Ci dispiace che non ci sia perché il messaggio di non provare a cambiare le scelte del governo è un messaggio di rassegnazione».

10 - PARTITO IL CORTEO DI TORINO. È partito alle 10 il corteo di Torino organizzato da Cgil e Uil: la manifestazione, cui partecipano migliaia di lavoratori provenienti da tutto il Piemonte, è iniziata da piazza Vittorio.
Sono oltre 200 i pullman che hanno raggiunto Torino dove è presente Camusso che deve concludere la manifestazione con il comizio da piazza San Carlo dove sono attese circa 30 mila persone secondo le stime dei sindacati.
In testa al corteo i palloncini rossi della Cgil e quelli azzurri della Uil e lo striscione «Così non va abbiamo proposte concrete per cambiare l'Italia».

9.45 - UIL: «FACCIAMO RIPARTIRE L'ITALIA». «Oggi fermiamo l'Italia per farla ripartire nella direzione giusta», è il messaggio lanciato da Barbagallo, in piazza a Roma per lo sciopero generale proclamato per chiedere al governo di cambiare sul Jobs act, la legge di stabilità e la Pubblica amministrazione.
«Oggi milioni di lavoratori si astengono dal lavoro, milioni di pensionati partecipano alle nostre iniziative, insieme agli studenti», ha aggiunto il leader della Uil.

9.40 - VIA AI CORTEI DI NAPOLI. Sono tre i cortei organizzati a Napoli nella giornata dello sciopero generale.
La manifestazione principale, organizzata da Cgil e Uil Campania, è partita da piazza Mancini per dirigersi in piazza Matteotti per il comizio dei rispettivi segretari generali regionali.
Un'altra manifestazione, organizzata dai movimenti studenteschi e dei precari, parte da piazza del Gesù, nel centro storico di Napoli, per dirigersi verso piazza Leone, nel Centro Direzionale, per chiedere l'abolizione del Jobs act, l'abolizione dello Sblocca Italia, un reddito di esistenza per tutti e minimi salariali europei.
L'ultimo corteo, quello dei Collettivi Universitari organizzati, si muove da piazza Garibaldi.


9.15 - CAMUSSO CHIEDE CONFRONTO A RENZI. Il governo «sbaglia a escludere il confronto e la partecipazione» con i sindacati. Ad affermarlo è stata Camusso in una intervista al Gr Rai.
«È un errore», ha continuato la leader della Cgil, «anche perché ci pare che la priorità che indica al Paese che è innanzitutto quella del bisogno di lavoro, non trovi corrispondenza nei provvedimenti che il governo sta facendo».
Camusso alla domanda sui primi dati dello sciopero ha detto che quelli che ha il sindacato fin qui «sono molto positivi».

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