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TRISTE BILANCIO 12 Dicembre Dic 2014 0735 12 dicembre 2014

Terrorismo islamico: la jihad uccide 168 persone al giorno

A novembre il record di vittime: 5.042. In Iraq e Nigeria il primato di attentati.

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Secondo l'Icsr la jihad uccide ogni giorno 168 persone nel mondo tra attentati, agguati, decapitazioni e altre azioni.

Oltre il doppio dei morti degli attentati dell'11 settembre. È questo il bilancio delle vittime della jihad per il solo mese di novembre stilato dal Centro internazionale per lo studio dell'estremismo e della violenza politica (Icsr) di Londra che ha analizzato nel dettaglio le azioni dei miliziani.
OLTRE 5 MILA MORTI. Secondo lo studio, infatti, sono 5.042 le vittime della jihad nel mondo nell'ultimo mese a seguito di 664 attentati, agguati, decapitazioni, esplosioni e altri atti di sangue. A novembre, secondo l'Icsr, ci sono state 168 persone uccise ogni giorno.
MORTI IN 24 PAESI. Come ha riferito il quotidiano La Stampa, gli esperti britannici hanno esaminato nel dettaglio le azioni dei jihadisti svelando che gli estremisti hanno ucciso in 24 nazioni, anche se l'80% dei morti è stato registrato in 14 Paesi, con l'Iraq in testa (1.770 vittime) seguito da Nigeria (qui Boko Haram ha fatto 786 vittime), Afghanistan (782) e Siria (693).
MASSACRO DI MUSULMANI. Giusto per capire il massacro compiuto dai terroristi islamici, basti pensare che il bilancio dei morti di novembre è pari a tre attacchi alla metro di Londra del 2005.
L'Icsr ha evidenziato come la maggior parte delle vittime sia di fede musulmana: si tratta soprattutto di civili (2.093) e militari (1.723), poi ci sono 84 funzionari pubblici e 147 poliziotti (61 persone sono rimaste sconosciute). Tuttavia a morire sono anche i jihadisti: tra le vittime dei gruppi esaminati, il 40% appartiene all'Isis, il 60% a Boko Haram.
NUOVI ATTACCHI. Secondo gli esperti nel corso degli anni sono anche cambiate le modalità di attacco dei jihadisti. Se un tempo si preferivano gli attentati kamikaze come quelli dell'11 settembre di New York (strategia ideata da Osama bin Laden), oggi prevalgono imboscate, sparatorie, bombardamenti e operazioni di pulizia etnica per controllare specifiche aree, come voluto dal califfo Abu Bakr al Baghdadi.

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