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RAPPORTO 14 Dicembre Dic 2014 1949 14 dicembre 2014

Usa, Cheney: «Il waterboarding non è tortura»

L'ex vice presidente difende la Cia: «Disumana è Al Qaeda. Rifarei tutto. Bush sapeva e approvava».

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La pratica del waterboarding.

Ma quale tortura. L'ex vice presidente americano, Dick Cheney, difende la Cia e le sue pratiche di interrogatorio che hanno consentito all'agenzia di «ottenere le informazioni necessarie».
Insomma, fosse per lui «lo rifarei subito».
«RAPPORTO VIZIATO». Definendo il rapporto del Senato «seriamente viziato», Cheney lo ha sconfessato anche per quanto riguarda il presidente George W. Bush che non sarebbe stato pienamente al corrente delle tattiche usate dalla Cia ed era stato in qualche modo ingannato.
Ipotesi che Cheney ha respinto seccamente. «Sapeva cosa facevamo. Lo ha autorizzato. Lo ha approvato», ha affermato riferendosi agli incontri quotidiani in cui l'ex presidente veniva aggiornato anche dal direttore della Cia.
Nella sua difesa assoluta della Cia, Cheney ha spiegato che l'agenzia è stata «molto attenta a evitare» le torture.
«Il waterboarding così come lo abbiamo fatto non è una tortura».
E non lo è neanche la pratica della «reidratazione rettale», effettuata per «motivi medici».
«E LORO CON L'11 SETTEMBRE?». Insomma «tortura è quello che i terroristi di Al Qaeda hanno fatto a 3 mila americani l'11 settembre. Non c'è paragone fra questo e quello che abbiamo fatto noi per rafforzare gli interrogatori», ha messo in evidenza Cheney, precisando di «non avere alcun problema» con le tecniche usate: «lo rifarei subito» per raggiungere il «nostro obiettivo, che era quello di prendere gli autori dell'11 settembre e di evitare un altro attacco agli Stati Uniti».
I MEDICI ERANO PRESENTI. Continuano intanto a emergere nuovi dettagli sulle pratiche della Cia e sul ruolo dei medici negli interrogatori. Il personale medico era infatti centrale e presenziava agli interrogatori, suggerendo come evitare lividi troppo grandi e traumi che avrebbero compromesso il risultato.
La partecipazione dei medici agli interrogatori - in molti casi non visibile a occhio nudo per l'abbigliamento uguale a quello degli agenti - è criticata dall'Associazione medica americana, che la valuta una violazione dei valori etici.

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