MANIFESTAZIONE 14 Dicembre Dic 2014 0859 14 dicembre 2014

Washington, marcia contro il razzismo della polizia

«Noi con le mani alzate». Come gli afroamericani uccisi dagli agenti. Foto.

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Giustizia per tutti, bianchi e neri. L'America scende in piazza: da Washington a New York, decine di migliaia di persone chiedono uguali diritti e soprattutto una polizia più giusta, che non discrimini per il colore della pelle. Una folla pacifica, composta da circa 10mila persone, ha conquistato Pennsylvania avenue nella capitale americana e marciato verso Capitol Hill.
A MANI ALZATE. Molti con le mani alzate, a simboleggiare i ragazzi neri disarmati uccisi dalla polizia. Molti con felpe e striscioni con la scritta 'I can't breathe', non posso respirare, la frase pronunciata da Eric Garner poco prima di morire per mano di un agente. La marcia è in memoria e per chiedere giustizia per i casi più eclatanti che si sono verificati negli ultimi anni: da Trayvon Martin a Tamir Rice, da Eric Garner a Michael Brown.
FAMIGLIE RIUNITE IN MARCIA. La famiglie dei quattro ragazzi sono simbolicamente riunite nella marcia. E le mamme hanno rilasciato la prima intervista congiunta: ai microfoni della Cnn hanno espresso il loro dolore, ma anche la rabbia. «I nostri figli sarebbero vivi se fossero stati bianchi». Hanno cercato poi di spiegare come la comunità nera viva quella che per loro è una mancanza di giustizia. I poliziotti che hanno ucciso Brown e Garner non sono stati incriminati. Neanche la guardia privata responsabile della morte di Martin. Decisioni che hanno sollevato critiche e tensioni, come quelle a Ferguson dopo l'uccisione di Brown. E dato vita a un movimento spontaneo che, sotto la guida del reverendo Al Sharpton e della sua National action network, è arrivato alla marcia sulla capitale e nelle maggiori città americane.
A NY 3 MILA DALLA POLIZIA. A New York circa 3 mila persone hanno marciato verso il quartier generale della polizia per protestare contro l'atteggiamento razzista, confermato con il caso Garner ma già emerso in passato con la pratica dello 'stop-and-frisk', fermare e perquisire, adottata nella maggior parte dei casi nei confronti dei neri. Il caso Garner, l'uomo di colore ucciso a Staten Island, ha riaperto il dibattito. «Se fosse stato bianco e fosse stato preso a fare la stessa cosa, vendere sigarette, sarebbe stato fermato e non avrebbe perso la vita», ha affermato Gwen Carr, la madre di Eric Garner. Il video dell'uccisione mostra come l'uomo, disarmato e con le mani alzate, sia stato attaccato dagli agenti che non si sono fermati neanche quando a terra diceva di non poter respirare.

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