PANICO 15 Dicembre Dic 2014 0605 15 dicembre 2014

Australia, attacco jihadista a Sydney: ostaggi nella cioccolateria

Iraniano assalta un bar ed espone una bandiera islamica (foto). Ucciso dopo l'irruzione delle teste di cuoio. Un altro morto, quattro i feriti. Il profilo dell'aggressore.

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Ore di terrore a Sydney, finita il 15 dicembre nel mirino del terrorismo islamico. Verso le 9 (le 23 di domenica 14 in Italia), un uomo armato ha fatto irruzione nella cioccolateria Lindt, nel quartiere degli affari cittadino. Qui ha esposto una bandiera islamica e preso in ostaggio decine di clienti.
BLITZ DELLE TESTE DI CUOIO. Dopo diverse ore, le forze dell'ordine hanno fatto irruzione nella caffetteria e numerosi ostaggi sono riuciti a mettersi in fuga a mani alzate: quattro persone sono rimaste ferite nel corso del blitz, completato dopo un sequestro durato 16 ore.
UN PREDICATORE IRANIANO. L'assalitore, rimasto ucciso nel blitz a ssieme a un ostaggio, è un predicatore 50enne di origini iraniane, di nome Man Maron Monis, già noto alle forze di sicurezza per aver scritto lettere minacciose alle famiglie dei soldati australiani uccisi in Afghanistan. L'uomo in passato sarebbe stato accusato di aver abusato di decine di donne durante la sua attività di «guaritore». Quattro i feriti, tre in condizioni definite critiche.
NUMERO IMPRECISATO DI OSTAGGI. Fonti media parlano di 40-50 persone sequestrate e poi liberate, ma la polizia, che non ha saputo spiegare il motivo del gesto dell'uomo, ha dichiarato «un numero imprecisato di ostaggi», pur sottolineando che sarebbero meno di 30.Già nel corso del sequestro, tuttavia, cinque persone erano riuscite a fuggire dal bar.
Secondo il premier australiano Tony Abbott, dietro l'azione ci sarebbe una motivazione politica: nessun particolare è tuttavia stato fornito in merito.

BOMBE NEL LOCALE. Secondo quanto riferito da due radio e tivù locali, che hanno ricevuto alcune telefonate dalle persone rinchiuse nel locale, il sequestratore avrebbe piazzato due bombe nella cioccolateria e altre due all'esterno.
Secondo altri media, in contatto con alcuni ostaggi, inoltre, l'uomo avrebbe chiesto di poter parlare con il premier australiano, che ha definito «molto preoccupante» e «profondamente scioccante» quando accaduto.
CHIESTA BANDIERA ISIS. Le forze dell'ordine hanno, poi, spiegato che l'uomo ha chiesto una bandiera dello Stato islamico in cambio della liberazione di alcuni ostaggi. A riferirlo è stato il The Sydney Morning Herald, citando un esponente della comunità musulmana.

Le richieste del sequestratore sono apparse su Facebook (il post è stato subito cancellato).

  • La cioccolateria presa di mira dal terrorista si trova in Martin Place, nel quartiere degli affari di Sydney.

Le immagini televisive, intanto, hanno mostrato una bandiera nera con scritte islamiche in bianco esposta a una finestra della cioccolateria: «Non c'è Dio che Allah e Maometto è il suo profeta», è il messaggio del drappo che, come precisato dai media locali, non sarebbe quello dell'Isis.
Tuttavia, la bandiera, per la polizia, sarebbe comunque riconducibile al terrorismo islamico (la comunità musulmana locale ha condannato l'azione dicendosi «devastata» dal sequestro).
L'ATTACCO AL LOCALE. Patrick Byrne, un produttore della catena televisiva Channel Seven, la cui redazione è situata di fronte alla cioccolateria, ha detto che i dipendenti dell'emittente hanno visto la cattura degli ostaggi svolgersi sotto i loro occhi.
«Ci siamo precipitati alla finestra e abbiamo avuto la visione scioccante e agghiacciante di persone alzare le mani di fronte ai vetri del locale», hanno detto alla Australian Broadcasting Corporation.

LIBERI CINQUE OSTAGGI. Dopo circa sei ore tre ostaggi sono stati visti uscire dalla cioccolateria attraverso una porta laterale del bar.
Ad annunciare l'uscita dei tre è stata la polizia: «La prima cosa che ci apprestiamo a verificare è che stiano bene», ha fatto sapere il capo aggiunto delle forze dell'ordine dello Stato del Nuovo Galles del Sud, «poi lavoreremo per ottenere da loro informazioni».

FUORI DUE DIPENDENTI. Successivamente anche altre due persone sono state fatte uscire dalla cioccolateria.
Da quanto hanno riferito i media australia, si tratta di due dipendenti del locale.
USATI GLI SCUDI UMANI. Per proteggersi dai tiratori scelti delle squadre speciali australiane, il sequestratore ha piazzato gli ostaggi davanti alla finestra della cioccolateria che fanno a turno da scudi umani.

Una degli ostaggi dopo l'uscita dalla cioccolateria in cui ha fatto irruzione un uomo armato (©GettyImages).


PAURA PER GLI OSTAGGI. Le forze dell'ordine hanno poi confermato che è scattata l'allerta anche per il teatro dell'Opera di Sydney per un allarme bomba. I locali sono stati evacuati, ma non è stato chiarito se ci sia un legame con la cattura degli ostaggi nella cioccolateria.
SOLIDARIETÀ DI LONDRA. «Sono stato informato durante la notte dell'assedio a Sydney. Ci preoccupa profondamente ed i miei pensieri vanno a tutti coloro che ne sono rimasti coinvolti», ha fatto sapere il premier britannico David Cameron sul suo account Twitter.

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