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DELITTO 15 Dicembre Dic 2014 2033 15 dicembre 2014

Loris, verso i funerali: la difesa ricorre al Riesame

La madre vuole presenziare alle esequie, il suo avvocato è contrario.

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Veronica Panarello, la mamma di Andrea Loris Stival.

Sono passati 16 giorni dal 29 novembre, il giorno della morte di Loris Stival, e Santa Croce Camerina aspetta i funerali di quel bambino ritrovato un sabato sera privo di vita in un canale di scolo in contrada Mulino Vecchio.
Suo padre Davide chiede che suo figlio «trovi pace». Sua madre Veronica, accusata dell'omicidio, vorrebbe essere presente il giorno della sepoltura del «mio bambino».
L'AVVOCATO: «CUORE DI MAMMA». Ma il suo difensore, l'avvocato Francesca Villardita, non è d'accordo, reputa «la richiesta inopportuna», e sta cercando di farle cambiare idea. Ha intenzione di provarci anche il 16 dicembre, vigilia del primo giorno utile per le esequie del piccolo, quando è in programma un incontro tra il legale e la sua assistita, un «cuore di mamma», come l'ha definita lo stesso Villardita, «che chiede di potere riabbracciare suo figlio per l'ultima volta».
IL 16 SI CHIUDONO GLI ACCERTAMENTI SUL CORPO. Entro il 16, esauriti gli ultimi rilievi del medico legale Giuseppe Iuvara, potrebbero concludersi gli esami autoptici e la arrivare la firma della procura sul nulla osta per la restituzione del corpicino alla famiglia. Ma problemi di ordine pubblico farebbero rendere mercoledì il primo giorno utile per celebrare i funerali.
La salma sarebbe portata dall'obitorio dell'ospedale 'Maria Paternò Arezzo' di Ragusa Ibla, dove è custodita, direttamente nella chiesa di San Giovanni Battista, luogo scelto per il funerale.
REMOTA L'IPOTESI DI UN COMPLICE. Intanto la procura continua le indagini, affidate a carabinieri e polizia, tenendo aperte tutte le opzioni. Che la donna abbia agito da sola, come pare. O che abbia avuto un supporto nella fase dell'occultamento del cadavere o nel compiere l'omicidio, ipotesi che però al momento non trovano riscontri.

Approfondimenti sui cellulari

Santa Croce Camerina (Ragusa): il nonno materno di Andrea Loris Stival (4 dicembre 2014).

Approfondimenti sono in corso sui cellulari in uso alla donna, analizzati dalla polizia postale di Catania, ma non sarebbero emersi dati utili alle indagini, neppure su contatti avuti sui social network. Il procuratore Carmelo Petralia e il sostituto Marco Rota si preparano anche ad affrontare il secondo vaglio del settore giudicante della magistratura: dopo il parere del Gip, che ha dato loro ragione, in toto, adesso la loro tesi e la loro ricostruzione del delitto deve essere sottoposta alla valutazione del tribunale del Riesame di Catania.
LA DIFESA CHIEDE I DVD. La mossa della difesa, attesa, è stata ufficializzata dall'avvocato Villardita, che ha tempo fino al 22 dicembre per depositarla. «Sì, farò ricorso», ha annunciato il difensore, «ma non soltanto sugli atti presentati. Intanto abbiamo chiesto accesso a tutti i documenti in maniera integrale, compresi i Dvd con le immagini di tutte le telecamere sequestrate».
La sua assistita, dal carcere, ha continuato a proclamarsi innocente e ha ribadito che «non ha alcun sospetto» e che «non sa spiegarsi come sia potuta accadere» l'immane tragedia. Se li avesse avuti, sottolinea, li «avrebbe esternati» a polizia e carabinieri. Il suo legale ha ricordato che Veronica Panarello ha «collaborato sin dal primo giorno» alle indagini.
VERONICA NON HA MAI CREDUTO ALLO STUPRO. Nel penitenziario di Catania la donna ha letto l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip Cladio Maggioni ed è riuscita a trovare un «elemento di sollievo»: suo figlio non ha subito violenza sessuale, mai. «Non avevo alcun dubbio», ha commentato. Considerava «la cosa orribile, ma allo stesso tempo incredibile». Ma il «sospetto mediatico che aleggiava l'aveva turbata», ha ammesso l'avvocato Francesco Villardita.
I GENITORI STANNO DALLA SUA PARTE. A Veronica Panarello è arrivata la solidarietà dei suoi genitori, pronti a sostenerla. In silenzio, con un gesto letto come distacco, la famiglia di suo marito Davide, gli Stival, alla quale aveva chiesto di «non essere abbandonata». Le loro valutazioni sono contenute in alcune intercettazioni agli atti delle inchieste, ma per l'avvocato Villardita «sono prese a caldo di fronte alle sole tesi dell'accusa». Veronica le ha lette, ma il suo difensore preferisce glissare sui suoi commenti successivi.

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