Guardia Finanza 130608095543
BLITZ 15 Dicembre Dic 2014 1048 15 dicembre 2014

Mafia Roma, sei arresti: tre della Marina Militare

7 milioni di gasolio per una 'nave fantasma'. Nominata la commissione.

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Un'auto della guardia di finanza.

Altri arresti nell'ambito dell'inchiesta Mafia Capitale.
Il 15 dicembre la Guardia di finanza ha effettuato sei ordinanze, tre delle quali nei confronti di persone appartenenti alla Marina militare.
Il blitz riguarda un presunto commercio nero di carburante che avrebbe rifornito le pompe di benzina legate al clan. Gli arrestati sono Mario Leto (capitano di Corvetta della Marina militare), Sebastiano Distefano (primo maresciallo Marina militare) e Salvatore Mazzone (maresciallo Marina militare).
DIECI INDAGATI. In manette anche Lars P. Bohn, Massimo Perazza, detto 'il romanista' e considerato il terminale di Massimo Carminati, e Andrea D'Aloja, rispettivamente titolare e rappresentanti italiani della società O.W. Supply che aveva vinto l'appalto con il Ministero della Difesa per i rifornimenti.
L'organizzazione avrebbe rifornito per 11 mln di litri di gasolio la Victory I, una nave affondata nel 2003 (alcuni membri dell'equipaggio risultano ancora oggi dispersi), con la complicità dei tre ufficiali della Marina arrestati. Secondo quanto accertato, il sodalizio criminale avrebbe attuato una frode per 7 milioni grazie a false attestazioni di rifornimento nel deposito della Marina militare di Augusta, in Sicilia.
SEQUESTRATI BENI PER 7,4 MILIONI. Oltre agli arresti il gip ha disposto il sequestro di beni per 7,4 milioni di euro.
Il «meccanismo criminale» era «articolato sul doppio binario di un'attività lecita di ordinaria gestione degli impegni contrattuali e di parallele operazioni di illecita simulazione», ha scritto il gip Alessandro Arturi nell'ordinanza di arresto.
Venivano insomma formulate «richieste esorbitanti di carburante». Arturi ha parlato di «caratura criminale di notevole spessore» dei sei destinatari dell'ordine d'arresto.
«Saremo inflessibili contro i pochi indegni» che tradiscono il loro giuramento, ha fatto sapere il ministero della Difesa. La Marina ha deciso di costituirsi parte civile.
POSSIBILE CONTRABBANDO DI CARBURANTE. E l'inchiesta si dovrebbe allargare anche a un possibile contrabbando di carburante, progetto di cui parla con i due figli il boss Ernesto Diotallevi - in affari con Carminati - in un'intercettazione dei carabinieri del Ros.
Nel giorno in cui il prefetto di Roma ha nominato la commissione chiamata a esaminare il Campidoglio per relazionare sulle possibili infiltrazioni mafiose, non hanno risposto al gip Salvatore Ruggiero e Rocco Rotolo, i due presunti 'ndranghetisti accusati di mediare con il clan Carminati.
Il direttore del 'Tempo' Giammarco Chiocci ha invece reso noto di essere indagato per favoreggiamento: incontrò 'il Pirata' nel marzo 2014, nello studio del suo legale a Roma, «solo per il mio lavoro» ha ribadito, dicendosi a disposizione della magistratura.

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