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SICILIA 16 Dicembre Dic 2014 1848 16 dicembre 2014

Catania, tabaccaio denuncia racket: costretto a chiudere

Snam, Sisal, Lottomatica e Itbanca gli bloccano i servizi. Ma deve pagare le forniture.

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Un tabaccaio di Catania, che ad aprile 2014 aveva trovato il coraggio di denunciare i propri estortori e usurai, è stato costretto a chiudere. Le società Snam, Sisal, Lottomatica e Itbanca, infatti, gli hanno bloccato tutti i servizi, pur in presenza del parere favorevole del pubblico ministero all'accesso al Fondo per le vittime del racket.
I fornitori, invece, «sono destinati a non perdere neanche un centesimo», ha detto il presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, perché «il Fondo obbliga a pagare i fornitori secondo il piano concordato».
Il tabaccaio, attualmente senza lavoro per sé e la propria famiglia, è stato costretto a rivolgersi al padre di 87 anni, che con i suoi 700 euro di pensione deve adesso provvedere alle necessità di tutti.
Una vicenda «sconcertante», ha detto Finocchiaro, «specie se i soggetti che non permettono il riavvio dell'attività sono per la maggior parte concessionari dello Stato, che fanno fior di milioni di utili. Questo rende ancor più grave la situazione. Per questo chiediamo un intervento deciso da parte del ministro degli Interni, per non far perdere la speranza a chi ha avuto il coraggio di denunciare».

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