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MINACCIA 16 Dicembre Dic 2014 0104 16 dicembre 2014

Isis, 13 decapitazioni in Iraq

I jihadisti diffondono le foto. E su Tiwtter avvisano l'Occidente: «Ci saranno altri attacchi».

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Miliziani dell'Isis.

Al termine di una gionata vissuta nell'apprensione per le notizie che arrivavano da Sydney, dove un estremista islamico ha tenuto 17 persone in ostaggio per 16 ore dentro un bar, è arrivato anche l'annuncio dell'Isis.
«CRIMINI CONTRO L'ISLAM». «La sollevazione dei musulmani e altri attacchi 'domestici'» sono «inevitabili» se l'Occidente continua con i suoi «crimini contro l'Islam».
Intanto nuovi orrori sono arrivati dai jihadisti attivi in Iraq e in Siria. Alcune foto che documentano la decapitazione di altre 13 persone sono state diffuse dal Site.
Per l'Isis, le vittime sono combattenti di tribù sunnite irachene che si oppongono a loro (i cosiddetti Cavalieri di al Aman) catturati 10 giorni prima fra Tikrit e Al-Alam.
«MONIS, SOTTOMISSIONE INUSUALE». Secondo il Site, inoltre, il sequestratore di Sydney, Haron Monis, aveva dichiarato un mese prima la sua 'sottomissione' al 'califfo' al Baghdadi, seppure in forma «inusuale».
«Coloro i quali chiedono alleanza al califfo dei musulmani chiedono alleanza ad Allah e al suo messaggero», ha scritto Man Haron Monis, citato dal Site a novembre. E ancora: «Allah mi ha onorato di poter chiedere alleanza all'imam dei nostri tempi».
Secondo Rita Katz, la cacciatrice dei jihadisti online e fondatrice del Site, si tratta del resto di affermazioni «inusuali», perché Monis «non fa mai il nome di Baghdadi», e i 'proclami' del sedicente predicatore «non necessariamente prefigurano che egli sia parte di un piano dell'Isis».

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