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ESTERI 16 Dicembre Dic 2014 1400 16 dicembre 2014

Libia, raid milizie su zona petrolifera

Attacco del gruppo islamico di Fajr Libya nell'Est del Paese. Nessuna vittima o danno ai pozzi.

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Un oleodotto libico.

Ancora tensione in Libia.
Le milizie filo-islamiche di Fajr Libya hanno compiuto un raid aereo sulla zona petrolifera dell'Est del Paese, lungo la costa del Golfo di Sirte.
A riferirlo fonti militari libiche e testimoni.
PRIMO ATTACCO AEREO. Si tratterebbe del primo attacco aereo compiuto dalle milizie che dominano a Tripoli e che hanno tentato l'assalto al porto di Sidra che è stato chiuso.
NESSUNA VITTIMA. Secondo le stesse fonti, le guardie del polo petrolifero, alleate alle forze governative, sono riuscite a rispondere all'attacco grazie a una copertura aerea dell'aviazione libica che ha anche distrutto una base di Fajr Libya nei pressi di Ben Jawad.
Per alcune fonti militari libiche l'attacco non ha provocato né danni né vittime.
ABBATTUTO AEREO MILIZIE. Le forze di Jadran avrebbero inoltre abbattuto l'aereo delle milizie, identificato come un «velivolo militare libico, partito da Misurata».
La chiusura per motivi di sicurezza dei principali porti petroliferi della Cirenaica, cui è seguita anche quella del campo di Waha, ha provocato un sostanziale calo nella produzione, ha ammesso il 16 dicembre la National Oil Corporation (Noc) senza però quantificare le perdite.
PRODUZIONE SCESA FORTEMENTE. Secondo alcuni esperti, la produzione sarebbe scesa dagli 800 mila barili al giorno di prima dell'offensiva al polo petrolifero a circa 250 mila.
Il portavoce militare delle milizie di Alba, Islaim Shoukri, non ha confermato l'uso di aerei, ma ha ribadito che l'operazione militare nella cosiddetta «mezzaluna petrolifera» mira a «liberare» i porti e a «ristabilire gli obiettivi della rivoluzione del 17 febbraio per costruire uno Stato libico».

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