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DOPO L'OMICIDIO 16 Dicembre Dic 2014 0951 16 dicembre 2014

Loris, il papà: «Veronica una mamma perfetta»

Il marito della Panarello parla alla stampa. «Devo credere agli inquirenti».

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Veronica Panarello (al centro), la mamma di Loris Stival, sorretta da marito all'uscita dalla questura di Ragusa.

Dopo l'arresto della moglie Veronica, parla il marito e padre di Loris, Davide Stival. Dieci anni assieme, e mai una stranezza. A me e ai due bimbi non ha mai fatto mancare niente. E Loris era il suo cocco: lo aveva appena premiato con due euro per comprarsi la centesima figurina di Dragon Ball di cui faceva la collezione.
Eppure, «io devo credere a quello che mi dicono gli inquirenti. Quella che si vede nei filmati è la macchina di mia moglie: ma se sia stata lei, non lo so».
«DEVO CREDERE AGLI INQUIRENTI». Intervistato dal Corriere della Sera, alla domanda se pensi sia stata la donna ad uccidere il figlio, l'uomo ha replicato: «Non lo so. Io devo credere a quello che mi dicono gli inquirenti. Se non credessi a questo sarei già andato in carcere a trovarla. Però è come se stessimo parlando di un' altra persona, è questa la verità. Perché Loris, noi due, l'abbiamo voluto con tutte le nostre forze, non è vero che nacque per caso».
«Non mi aveva mai raccontato», ha aggiunto, «dei suoi tentativi di suicidio, solo una volta mi disse che da piccola i suoi volevano portarla dallo psicologo ma lei si rifiutò».
«ERAVAMO UNA FAMIGLIA UNITA». Davide Stival ha negato anche che ci fossero problemi tra lui e la moglie: «No, anzi, dopo anni di sacrifici con il mio camion su e giù per l'Italia e anche all'estero, lei mi diceva che adesso, a gennaio, finite di pagare le rate della macchina, avrei potuto cercarmi un lavoro qui, in Sicilia, per stare più insieme tutti noi. Eravamo una coppia e una famiglia unita».
Sulle fascette, presunta arma del delitto, l'uomo fa sapere: «Loris ci giocava con le fascette di plastica, con una legò un serpente di peluche».

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