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BLITZ 16 Dicembre Dic 2014 0914 16 dicembre 2014

'Ndrangheta, 59 arresti a Milano

Impegnati 400 carabinieri contro il clan Libri-De Stefano-Tegano. Le cosche volevano il catering del Meazza.

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Un'auto dei carabinieri.

Nella mattina del 16 dicembre, a conclusione di un'inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano nei confronti della cosca 'ndranghetista Libri - De Stefano - Tegano, originaria di Reggio Calabria, operante a Milano, i carabinieri del comando provinciale di Milano hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 59 indagati per varie accuse, tra cui l'associazione di tipo mafioso.
IL CATERING DEL MEAZZA NEL MIRINO DELLA COSCA. Gli indagati avrebbero anche cercato di mettere le mani sul catering dello stadio Meazza per la stagione 2014-2015, attraverso una falsa indagine che avrebbe dovuto screditare l'attuale società che lo gestisce per conto del Milan. La vicenda ha portato in carcere anche un appuntato del nucleo tutela del lavoro dei carabinieri di Milano, accusato di corruzione, e l'imprenditore Cristiano Sala, anche lui in cella, passato da vittima a complice della 'ndrangheta e titolare della Maestro di Casa, società di catering che in passato ha lavorato anche per l'Inter.
L'IMPRENDITORE IN CERCA DI 'PROTEZIONE'. Dopo il fallimento della sua società Sala, sommerso dai debiti, nel 2011 avrebbe cercato protezione e si sarebbe rivolto all'ndrangheta, mettendo a sua volta a disposizione i suoi contatti e le sue strutture. L'imprenditore, per risollevare le sorti della sua attività imprenditoriale, avrebbe cercato quindi di ottenere la gestione del servizio catering durante le partite del Milan a San Siro.
IL CARABINIERE COMPLICE. Per questo avrebbe corrotto il carabiniere, per far sì che «si inventasse un'indagine per far finire nei guai» la società concorrente. Il militare ha quindi avviato una falsa inchiesta per sfruttamento del lavoro nero, anche attraverso un'ispezione nei bar dello stadio durante la partita Milan-Roma del 16 dicembre 2013. Poi avrebbe parlato con alcuni dirigenti del Milan, risultati completamente estranei ai fatti, cercando di convincerli a estromettere la concorrente nella gestione del catering e affidare il servizio a una società controllata da Sala.
CORRUZIONE E TRAFFICO D'ARMI. Tra le accuse a carico dei 59 indagati anche il traffico di armi, la corruzione di pubblico ufficiale, l'estorsione e l'associazione finalizzata al traffico internazionale illecito di sostanze stupefacenti.
L'operazione, che ha visto impegnati circa 400 militari dell'arma in tutto il territorio nazionale, secondo quanto spiegato dai carabinieri «ha consentito di acquisire gravi e significativi elementi di responsabilità in relazione alle moderne modalità di infiltrazione nel settore economico-imprenditoriale della Lombardia».
TRA APPALTI E DROGA. Secondo i militari, gli 'ndranghetisti fornivano a imprenditori locali «una protezione totale», utilizzando in diversi episodi le modalità dell'estorsione - protezione e condizionavano l'aggiudicazione di contratti di forniture e prestazioni d'opera, «anche con forme di corruttela di pubblici ufficiali».
La cosca gestiva poi, per accrescere il proprio potere economico, una consistente attività di traffico internazionale di sostanze stupefacenti come cocaina, hashish e marijuana.

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