TRAGEDIA 16 Dicembre Dic 2014 1043 16 dicembre 2014

Pakistan, strage di bambini in una scuola

Commando talebano si fa esplodere in un istituto militare di Peshawar: 145 morti, tanti bambini. I terroristi: «Chi ci attacca deve provare dolore». Foto.

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Orrore in Pakistan, dove un commando di talebani del movimento Tehrek-e-Taliban Pakistan (Ttp) ha compiuto un attacco kamikaze in una scuola pubblica dell'esercito con sede a Peshawar. Il bilancio conclusivo parla di 145 morti, di cui 132 bambini (guarda le foto), e 124 feriti.
UCCISI SEI TALEBANI. Le forze di sicurezza pachistane hanno circondato l'edificio, impegnandosi in un lungo scontro a fuoco con gli insorti, mentre regolarmente dall'esterno si sentiva il fragore di ripetute esplosioni. Dopo sei ore, un portavoce militare ha comunicato che «sei attaccanti», vestiti con false divise militari, «sono stati uccisi» e che è «in corso un rastrellamento per assicurarsi che non ve ne sia più nessuno».
TRE GIORNI DI LUTTO. Il governatore della Provincia Khyber di Pakhtunkhwa, Pervez Khattak, ha decretato tre giorni di lutto, annunciando che il premier Nawaz Sharif ha lasciato Islamabad per prendere in mano il coordinamento delle operazioni.
BRUCIATO UN INSEGNANTE DAVANTI AGLI STUDENTI. L'alto bilancio di vittime è dovuto, secondo i media pachistani, al fatto che uno degli attentatori si è fatto esplodere all'interno dell'edificio in una zona affollata e che poi i militanti hanno allineato un gruppo di studenti più grandi in una stanza, uccidendoli a bruciapelo. Una fonte dell'esercito ha raccontato alla tivù americana Nbc che i terroristi avrebbero dato fuoco ad un insegnante e costretto i bambini a guardarlo mente moriva.
Le autorità delle provincia di Khyber Pakhtunkhwa hanno decretato l'emergenza in tutti gli ospedali di Peshawar e della provincia, sollecitando la popolazione a donare sangue per le decine di feriti.

«VENDETTA PER I MILITANTI UCCISI». Poco dopo l'attacco, i terroristi hanno rivendicato l'azione. Il portavoce del Ttp, Muhammad Khorasani, ha detto che si è trattato di «una vendetta per tutti i nostri militanti che vengono uccisi in falsi scontri a fuoco con le forze di sicurezza» e ha aggiunto di aver «mandato nella scuola sei kamikaze».
Il riferimento per la vendetta è all'operazione 'Zarb-e-Azb', lanciata dall'esercito a giugno, per combattere i talebani nel Nord del Waziristan. Scontri che avrebbero costretto oltre 800 mila civili a lasciare le loro case.
«DEVONO PROVARE IL NOSTRO STESSO DOLORE». «Abbiamo scelto con attenzione l'obiettivo da colpire con il nostro attentato», ha aggiunto Khorasani, «il governo sta prendendo di mira le nostre famiglie e le nostre donne. Vogliamo che provino lo stesso dolore». Emergono anche dettagli raccapriccianti sulla strage. Secondo quanto raccontato da una fonte dell'esercito alla tivù americana Nbc, i terroristi avrebbero dato fuco a un insegnante e costretto i bambini a guardarlo mente moriva. «Sono entrati in classe e gli hanno gettato della benzina su tutto il corpo e gli hanno dato fuoco», ha raccontato il testimone.

L'attentato del 16 dicembre è avvenuto a Peshawar (cartina del tabloid britannico Daily mail).

OBAMA CONDANNA L'ATTENTATO. Immediata la reazione di condanna della comunità internazionale, col presidente americano Barack Obama, che ha dichiarato: «Gli Stati Uniti condannano nei termini più duri il terrificante attacco in Pakistan: puntando studenti e insegnanti in questo atroce attacco, i terroristi hanno mostrato ancora una volta la loro depravazione».
Malala, l'adolescente pachistana appena insignita del premio Nobel per la Pace e che questi stessi talebani tentarono di uccidere, ha parlato di «un attacco atroce e vile».
IL TWEET DI RENZI. Anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha commentato l'accaduto: «Quando il mondo di oggi vede, in queste ore, centinaia di bambini in Pakistan che vengono uccisi a scuola, vengono uccisi perché i talebani hanno come obiettivo, la scuola, il sentimento si sintetizza in orrore».
Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha parlato di «crimine contro l'umanità», mentre per la presidente della Camera Laura Boldrini si tratta di una «ferocia e disumanità che ha pochi precedenti».

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