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MAFIA 16 Dicembre Dic 2014 1014 16 dicembre 2014

Procurava esplosivo per uccidere Di Matteo, boss arrestato

Fermato un boss a Palermo. Un pentito: «È stato lui a procurare l'esplosivo». Ma gli investigatori non riescono a trovarlo. Cresce la paura per il magistrato.

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Il pm Nino Di Matteo.

Torna a salire l'allerta per la sicurezza del pubblico ministero Nino di Matteo.
A Palermo è caccia al tritolo che, secondo il pentito Vito Galatolo, sarebbe stato procurato dal boss Vincenzo Graziano (fermato in un blitz il 16 dicembre) per uccidere il magistrato del processo Stato-mafia.
«Non abbiamo trovato l'esplosivo, nonostante abbiamo passato al setaccio un'area vasta che era sotto il totale controllo della 'famiglia' Galatolo. La mancata scoperta del tritolo è una cosa che ci inquieta molto», ha detto il procuratore aggiunto di Palermo, Vittorio Teresi.
DALLA CALABRIA 100 CHILI DI ESPLOSIVO. Il blitz della Guardia di finanza è scattato all'alba, mentre su Palermo si abbatteva un forte temporale. Le Fiamme gialle sono entrate in azione in una piccola stradina all'Acquasanta, vicolo Pipitone, nei pressi dei Cantieri navali. La segnalazione di Galatolo era precisa: a procurare il tritolo sarebbe stato Graziano, ritenuto il reggente di Resuttana. Secondo Galatolo, 100 chili di tritolo provengono dalla Calabria.
GRAZIANO ERA TORNATO IN LIBERTÀ. In queste ore sono centinaia gli uomini del nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza, del comando provinciale e del Gico che stanno passando al setaccio, oltre al condominio, anche l'area circostante.
Graziano era stato arrestato il 23 giugno scorso dalle Fiamme gialle nell'ambito dell'operazione 'Apocalisse', che aveva portato a oltre 90 misure cautelari, la maggior parte in carcere. Graziano era tornato in libertà a luglio, per decisione del tribunale del Riesame di Palermo, a causa della mancanza di indizi.
SCOPERTO UN NASCONDIGLIO. Una cavità naturale, una sorta di grotta impenetrabile, è stata scoperta dalla Finanza nei pressi di una delle palazzine della famiglia mafiosa Galatolo, nella borgata palermitana dell'Acquasanta. Per accedervi sono dovuti intervenire i vigili del fuoco: dentro c'erano pentole e strumenti che fanno pensare a un vero e proprio nascondiglio. In casa di Galatolo, poi, sono stati trovati documenti importantissimi che provano affari e investimenti del clan. Ma del tritolo ancora non c'è traccia.

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