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INFORMAZIONE 16 Dicembre Dic 2014 1825 16 dicembre 2014

Reporter senza frontiere, nel 2014 uccisi 66 giornalisti

Il rapporto di Reporter senza frontiere: in aumento i rapimenti. La Siria è il teatro più pericoloso.

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Un giornalista impegnato in una zona di guerra.

Nel 2014, secondo il bilancio annuale di Reporter senza frontiere, sono stati uccisi 66 giornalisti, soprattutto in Medio Oriente e in Nord Africa. Ai professionisti si aggiungono altri 19 citizen journalist, tra blogger e reporter amatoriali, e 11 collaboratori non giornalisti.
LE UCCISIONI BARBARE DELL'ISIS. «Le uccisioni sono sempre più barbare, i rapimenti in forte crescita, con l'obiettivo, per chi li perpetra, di impedire l'informazione indipendente e gli sguardi esteriori», ha scritto l'organizzazione nel rapporto. «Le intimidazioni sono così diffuse che i giornalisti che hanno scelto la via dell'esilio sono il doppio dell'anno precedente». Se, infatti, il numero delle uccisioni è in lieve calo (-7%), il modo in cui alcune di queste sono state perpetrate, a cominciare dalle decapitazioni ad opera dei militanti dell'Isis, «aveva raramente raggiunto una scienza così barbara della propaganda».
SIRIA IL PAESE PIÙ PERICOLOSO. Il numero di donne giornaliste o fotoreporter uccise è raddopiato rispetto al 2013, passando da tre a sei. Il Paese più pericoloso per i professionisti dell'informazione è la Siria, con 15 morti, seguito dai territori palestinesi (7), dall'Ucraina (6), dall'Iraq e dalla Libia (4 ciascuna). Sono invece in calo le morti di giornalisti in Paesi considerati problematici ma non in conflitto aperto, come le Filippine e l'India.
SEQUESTRI IN AUMENTO DEL 37%. Un elemento preoccupante è il forte aumento dei sequestri, arrivati nel 2014 a quota 119, il 37% in più rispetto all'anno precedente. La maggior parte dei rapimenti è concentrata in Medio Oriente e Nord Africa, con 29 giornalisti rapiti in Libia, 27 in Siria e 20 in Iraq, ma anche in Ucraina, dove «numerosi giornalisti sono stati sequestrati quest'anno, soprattutto nell'est del Paese, dove il conflitto continua nonostante il cessate il fuoco siglato a settembre». Attualmente, 40 giornalisti e 3 citizen journalist sono ancora nelle mani dei loro sequestratori.
MINACCE E AGGRESSIONI. Sono infine numerosissimi i giornalisti che nel mondo sono minacciati o maltrattati per impedire loro di fare il proprio lavoro: in ben 1.846 hanno subito minacce o aggressioni violente nel 2014, spesso da parte della polizia durante manifestazioni o scontri, e 853 sono stati arrestati.

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