Alberto Stasi 140906234056
IL CASO 17 Dicembre Dic 2014 1300 17 dicembre 2014

Delitto di Garlasco, le tappe dal 2007

Caso ancora insoluto sette anni dopo l'omicidio di Chiara. Tante ombre su Stasi: dalla bici al pc.

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Alberto Stasi, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi.

Un caso infinito, con la quarta sentenza in arrivo.
Il giallo dell'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco continua a non avere soluzione a cinque anni esatti dalla prima assoluzione per Alberto Stasi.
C'è attesa per il verdetto della prima Corte d'assise d'appello dopo che la Cassazione ha annullato la sentenza di secondo grado e disposto la trasmissione degli atti suggerendo, come poi è stato disposto dai giudici, di integrare l'istruttoria dibattimentale con nuovi esami per poter far luce sul delitto.
Dal 2007 sono diverse le tappe della vicenda.
UCCISA IN VIA PASCOLI. Chiara Poggi, 26 anni, viene uccisa nella sua villa in via Pascoli, a Garlasco il 13 agosto 2007.
Il suo fidanzato Alberto Stasi, laureando alla Bocconi, ha dato l'allarme dicendo di aver trovato il corpo senza vita riverso sulle scale della cantina con il cranio fracassato.
Il 20 agosto Stasi ha ricevuto un avviso di garanzia per omicidio volontario.
Perquisita la casa, sequestrate tre auto, tra cui la sua Golf, due biciclette e vari attrezzi.
FERMATO A SETTEMBRE. Il 24 settembre, sempre del 2007, Stasi viene fermato dal pm; sui pedali di una bici sono state trovate tracce di Dna compatibile con quello di Chiara: per i Ris è sangue della ragazza, per la difesa può essere sudore o saliva.
Dopo quattro giorni in carcere a Vigevano, il gip non ha convalidato il fermo, rimettendo in libertà Stasi.
Stasi a dicembre è indagato anche per detenzione di materiale pedopornografico trovato nel suo pc, vicenda per cui verrà assolto definitivamente a gennaio.
Nel gennaio 2009 davanti al gup di Vigevano Stefano Vitelli si apre l'udienza preliminare e a gennaio Stasi chiede il rito abbreviato.
ASSOLTO A DICEMBRE 2009. A dicembre 2009 Stasi viene assolto.
Il gup ritiene il quadro istruttorio, come ha scritto nelle motivazioni, «contraddittorio e altamente insufficiente a dimostrare la colpevolezza dell'imputato».
ASSOLTO IN APPELLO. Nel dicembre 2011 Stasi viene di nuovo assolto dalla Corte d'Assise d'appello secondo la quale «la decisione di primo grado è immune da vizi e merita di essere confermata».
Ad aprile del 2013 colpo di scena: la Cassazione annulla il processo di secondo grado e rinvia gli atti alla Corte d'Assise d'Appello di Milano, perché ricelebri il dibattimento.
Per gli ermellini, nel giudizio di secondo grado erano stati 'svalutati' gli indizi contro Stasi e andavano effettuati, come era stato chiesto dalla parte civile e dal pg, una serie di approfondimenti istruttori. E dunque propongono un integrazione probatoria.
Dopo la riapertura del caso ad aprile il pg di Milano Laura Barbaini ha chiesto 30 anni di carcere per Stasi ritenendolo colpevole dell'omicidio e contestando l'aggravante della crudeltà.
La difesa di Stasi ha chiesto la sua assoluzione per mancanza di prove aggiungendo «di volere giustizia ma non sulla testa di Alberto».

Errore su autopsia

L'interno della villetta di Garlasco dove è stata uccisa Chiara Poggi.

Durante l'inchiesta sull'omicidio si sono però verificati una catena di errori, omissioni, dimenticanze e indizi sottovalutati
In primo luogo il corpo di Chiara non venne pesato perché all'obitorio manca una bascula: così si ignorò un dato importante per stabilire l'ora della morte, che l'accusa cambiò tre volte.
GIALLO BICI NERA. La bici nera è stata indicata subito dopo il delitto da una testimone, ma quella posseduta dalla famiglia Stasi venne solo visionata da un maresciallo, che non la sequestrò perché «non corrispondeva» alla descrizione.
Venne acquisita solo dopo sette anni, quando si scoprirà inoltre che la famiglia Stasi ne aveva un'altra nella casa al mare.
Le scarpe color bronzo indossate da Alberto sono state acquisite solo dopo 19 ore la scoperta del corpo senza vita di Chiara.
Gli vengono sequestrate anche altre cinque paia di scarpe, ma non sono tutte quelle che possedeva: i carabinieri si limitarono a prendere quelle che Stasi consegna loro.
ARMA DELITTO CERCATA IN RITARDO. Le ricerche a tappeto sull'arma del delitto sono scattate nella boscaglia e nei fossi dei dintorni scattano solo 15 giorni dopo l'omicidio, senza risultati.
La casa di Stasi venne perquisita solo una settimana dopo e senza l'utilizzo del luminol.
DANNI A PC. Il portatile di Alberto è stato esaminato dai carabinieri senza le cautele previste, senza cioè fare prima una copia del disco rigido: 16 accessi abusivi alterano tre quarti dei file contenuti.
GRAFFI SU STASI. Infine, il giallo sulle ferite a Stasi.
Due brigadieri notarono subito dei segni sulla parte interna dell'avambraccio sinistro di Stasi.
Decisero di fotografarli, ma poi non li mostrarono a nessun un medico legale.

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