Un barcone di clandestini.
PAURA 17 Dicembre Dic 2014 1600 17 dicembre 2014

Isis, allarme infiltrati tra migranti in Italia

Aperta a Palermo un'indagine su possibili militanti terroristi sbarcati nel 2014.

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Un barcone di clandestini.

Nuovo allarme terrorismo in Italia.
La procura di Palermo ha aperto un'indagine su possibili infiltrazioni di militanti dell'Isis tra i migranti sbarcati nel corso del 2014 in Sicilia.
A segnalare il rischio sarebbero stati ambienti dei servizi segreti. anche se dal direttore dell'Aise, Alberto Manenti ascoltato dal Copasir, non sarebbero arrivate conferme.
GENTILONI NON SOLLEVA L'ALLARME. Manenti ha tuttavia assicurato che la guardia è alta contro la minaccia rappresentata dai lupi solitari, singoli individui dedicati alla jihad, che potrebbero compiere attentati in Italia.
Dell'argomento ha parlato nel corso di un'informativa alla Camera anche il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, il quale ha invitato a «non sollevare allarmi fuori luogo, anche se nessuno può escludere nulla».
INFILTRATI TRA LIBICI E SIRIANI. Secondo l'inchiesta, coordinata dal pm Gery Ferrara, i presunti terroristi arrivati in Italia sarebbero libici e siriani.
Alcuni dei sospetti avrebbero già lasciato il territorio italiano, mentre altri si troverebbero ancora nel Paese.
Il rischio che sui barconi arrivino dei terroristi non è stato escluso in passato dallo stesso ministro dell'Interno, Angelino Alfano.
Ma tra l'intelligence e le forze di polizia finora era prevalsa una posizione scettica: se qualcuno intende arrivare in Italia per compiere attentati, è sempre stato il ragionamento, viaggerà in modo più sicuro rispetto alle rischiose traversate su imbarcazioni di fortuna per raggiungere l'Italia.
CONTROLLI INTENSIFICATI. Controlli sull'identità di chi sbarca sono comunque stati intensificati dopo l'estate 2014, dopo un periodo di allentamento.
Ma non è sempre facile arrivare all'identificazione certa dei migranti.
NEL 2014 SBARCATI 197 MILA MIGRANTI. Solo nel 2014 sull'Isola sono approdati 197 mila migranti: un numero enorme di persone, hanno detto gli inquirenti, che potenzialmente moltiplica il pericolo.
Le informazioni riservate raccolte dalla procura di Palermo, che ha affidato l'inchiesta al pool antiterrorismo, vanno oltre l'allarme generico.
INDAGINI AD HOC. Alcuni dei sospetti avrebbero già lasciato il territorio italiano, altri si troverebbero ancora nel Paese.
La procura da tempo ha costituito anche un gruppo di lavoro contro la tratta dei migranti che ha messo a punto metodologie investigative per riuscire a risalire alle organizzazioni che gestiscono i flussi dall'Africa e dalla Siria.
INTERCETTAZIONI PREVENTIVE A MILANO. Intanto altre magistrature hanno cercato di combattere il pericolo Isis.
Gli inquirenti milanesi, nel 'Bilancio di responsabilità sociale', hanno spiegato di utilizzare lo «strumento normativo delle intercettazioni cosiddette preventive per verificare ipotesi di terrorismo individuale, nonché le segnalazioni, provenienti da svariate fonti, relative all'adesione-partecipazione allo stato islamico».

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