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DIPLOMAZIA 17 Dicembre Dic 2014 0915 17 dicembre 2014

Marò, il governo sfida l'India

L'Italia fa la voce grossa e Gentiloni richiama l'ambasciatore: «Pronti a tutti i passi necessari». Ma le armi del nostro Paese contro l'India sono spuntate.

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Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.

L'Italia torna ad alzare la voce sulla vicenda dei marò. Il giorno dopo il rifiuto della Corte suprema indiana delle istanze dei due fucilieri, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha fatto sapere che Roma si riserva «tutti i passi necessari» nei confronti delle autorità di New Delhi sul caso di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.
Ma nonostante i buoni propositi, da quasi tre anni l'Italia non riesce a ottenere i risultati sperati, anche a causa dello stallo diplomatico a livello internazionale.
«Lo dobbiamo fare», ha detto Gentiloni alle commissioni riunite Esteri e Difesa, «senza improvvisazioni e con il necessario equilibrio», attraverso una «una reazione ferma e unitaria».
AMBASCIATORE RICHIAMATO. Di fronte a «un atteggiamento così grave» delle autorità indiane, ha aggiunto, il governo si riserva i passi necessari a partire «dall'urgente richiamo per consultazioni dell'ambasciatore italiano a Nuova Delhi anche se non si tratta di rottura delle relazioni diplomatiche».
PINOTTI: «TUTELA PER SALUTE DI LATORRE». Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, secondo cui l'impegno per il pieno recupero fisico di Massimiliano Latorre (che si sta curando in Italia dopo un malore) è una priorità per il governo e «nulla sarà fatto per mettere a rischio le sue condizioni».
Pinotti ha aggiunto: «Siamo delusi ed irritati per la decisone della Corte suprema indiana. Le nostre istanze erano di carattere umanitario e ci aspettavamo un risultato diverso». Il governo metterà in atto «tutte le misure possibili per rimediare».
MOGHERINI: «DECISIONE PESA SU RELAZIONI UE-INDIA». L'alto rappresentante per la politica estera europea, Federica Mogherini, ha sottolineato che la decisione della Corte Suprema indiana sui marò «delude le aspettative per una soluzione di comune accordo attesa da lungo tempo, può incidere sulle relazioni Ue-India e sulla lotta globale contro la pirateria in cui l'Ue è fortemente impegnata».

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