INDAGINI 17 Dicembre Dic 2014 0953 17 dicembre 2014

Omicidio Yara, Bossetti incastrato da un video

Si stringe il cerchio intorno al muratore. Era a Brembate quando Yara è scomparsa.

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Il cerchio si stringe intorno a Massimo Bossetti. Nelle indagini per l'omicidio di Yara Gambirasio, sono emersi nuovi dettagli che aggravano la posizione del muratore di Mapello.
Secondo quanto emerso dal lavoro degli inquirenti, il furgone di Bossetti sarebbe stato ripreso da alcune telecamere a Brembate, prima mentre si aggira per circa un'ora nei pressi dell'abitazione della famiglia Gambirasio, poi ne hanno registrato l'allontanamento dopo l'uscita della ragazzina dalla palestra.
IL FURGONE VICINO ALLA PALESTRA. Evidenze che contraddicono quanto Bossetti ha detto negli interrogatori. Il cellulare dell'uomo è stato agganciato dalla stessa cella in cui è stato agganciato quello di Yara alle 17.45. Bossetti ha detto di essere al telefono con il cognato, mentre stava tornando a casa.
E ha effettivamente parlato con il cognato, ma non stava tornando a casa, perché è rimasto in zona per almeno un'altra ora, fino a quando Yara è uscita dalla palestra.
REGISTRATO DA DUE TELECAMERE. A complicare la situazione di Bossetti c'è un dettaglio tanto piccolo quanto fondamentale: un catarifrangente non di serie montato sul suo furgone. Che ha permesso agli investigatori di riconoscerlo durante la scansione delle immagini da parte degli inquirenti.
Alle 18.01 Bossetti è stato registrato dalla telecamera di un distributore di benzina a pochi passi dalla palestra, e mezz'ora dopo è stato ripreso nello stesso posto, da una telecamera di una società privata che ha sede di fronte al centro sportivo.
E queste telacamere incastrerebbero Bossetti anche nel momento decisivo. Perché dopo l'uscita di Yara dalla palestra, il furgone non si è più visto.

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