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INTERVENTO 18 Dicembre Dic 2014 1200 18 dicembre 2014

Cuba-Usa, papa Francesco: «Contenti per il riavvicinamento dei due popoli»

Il pontefice commenta il disgelo tra i due Paesi. Parolin: «Bergoglio determinante».

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Jorge Mario Bergoglio è stato nominato papa il 13 marzo 2013.

Papa Francesco è soddisfatto per la riapertura del dialogo tra Cuba e Usa.
Dopo che i due Paesi, anche per merito della mediazione del Vaticano, sono tornati a negoziare, il pontefice ha spiegato che c'è da essere «contenti», perché «abbiamo visto come due popoli, che si erano allontanati da tanti anni hanno fatto un passo di avvicinamento».
MESSAGGIO AGLI AMBASCIATORI. Parlando a un gruppo di 13 nuovi ambasciatori presso la Santa Sede (tra cui quelli di Danimarca, Finlandia e Nuova Zelanda), con riferimento al disgelo tra Stati Uniti e Cuba, Francesco ha spiegato che si tratta di un risultato «portato avanti dalla diplomazia»: «È un lavoro nobile il vostro, è un lavoro di piccoli passi, di piccole cose, ma che finiscono sempre per fare la pace, avvicinare i cuori dei popoli, seminare fratellanza fra i popoli».
Il ruolo di papa Francesco è stato ribadito dal cardinale Pietro Parolin: «Certamente è stato determinante, proprio perché lui ha preso anche questa iniziativa di scrivere ai due presidenti per invitarli, appunto, a superare le difficoltà esistenti fra i due Paesi e trovare un punto di accordo, un punto di incontro».
PAROLIN: «FRANCESCO VICINO AL PROBLEMA». Per Parolin, il peso avuto dal papa nella vicenda, «è dovuto anche al fatto che viene da quella regione e quindi conosce effettivamente la problematica e ha trovato anche la maniera giusta - diciamo - per favorire un po' il superamento della distanza e il riavvicinamento tra le due parti».
Il cardinale ha aggiunto: «Il papa lo ha detto tante volte e a me piace sempre ripeterlo: quando ci sono problemi, allora lì si deve applicare il metodo del dialogo e più ci sono problemi e più ci sono difficoltà, più ci deve essere il dialogo».
In questo caso, ha sottolineato il primo collaboratore di papa Bergoglio, «questo 'costruire ponti' si è espresso attraverso una facilitazione del dialogo tra le due parti, quindi la Santa Sede - come si è ricordato nel comunicato stampa - ha offerto i suoi buoni uffici, perché le due parti potessero incontrarsi e potessero giungere anche a una conclusione felice di questo impegno da parte di entrambe. Quindi è stata una funzione che è tipica anche della diplomazia, quella di offrire i buoni uffici perché qualche questione possa trovare una soluzione felice».
«A CUBA HANNO SUONATO LE CAMPANE». Il cardinale Parolin ha sottolineato che «hanno suonato le campane a Cuba per questo, quindi vuol dire che anche la Chiesa ha partecipato in maniera gioiosa a questo avvenimento. Credo che questo sarà un ulteriore passo che aiuterà la Chiesa a svolgere sempre meglio la sua funzione all'interno della società cubana per la costruzione di una realtà sempre più solidale e che aiuterà la Chiesa a portare il suo contributo anche all'intera società cubana».

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