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GIORNALISMO 18 Dicembre Dic 2014 2107 18 dicembre 2014

Ilaria Alpi, la madre Luciana: «Mi dimetto dall'associazione, il Premio è inutile»

La madre della giornalista uccisa in Somalia: «Sono amareggiata. Nonostante l'impegno, nessun risultato in sede giudiziaria».

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Ilaria Alpi fu uccisa il 20 marzo 1994 in Somalia.

Luciana Alpi, madre di Ilaria, la giornalista del Tg3 uccisa in Somalia nel 1994 insieme all'operatore Miran Hrovatin mentre indagava sui traffici di armi e rifiuti tossici tra l'Italia e l'ex colonia, ha deciso di dimettersi dall'associazione che porta il nome di sua figlia e ha espresso il desiderio «che si ponga termine a iniziative quali il Premio Alpi, di cui non è più ravvisabile alcuna utilità».
LETTERA ANONIMA SPEDITA ALL'ANSA. La notizia è diventata di dominio pubblico perché qualcuno ha spedito all'agenzia di stampa Ansa, in forma anonima, il testo fotocopiato di una lettera che Luciana Alpi ha scritto il 21 novembre 2014. Una comunicazione privata, indirizzata ai vertici dell'associazione, del Premio Ilaria Alpi (dedicato dal 1995 alla memoria della giornalista e al sostegno del giornalismo televisivo d'inchiesta), al sindaco di Riccione e all'assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna.
«GESTO MESCHINO». Luciana Alpi ha confermato l'autenticità del testo, definendo l'invio anonimo dello stesso un «gesto meschino»: «Mi dispiace per questo, mi fanno pietà, quella brutta».
«Pur non avendo un ruolo formale nella vostra associazione e nell'organizzazione del Premio Alpi», è scritto nella lettera, «ho sempre sentito il dovere di seguire la vostra attività e possibilmente collaborarvi, specialmente nei rapporti con l'esterno, al fine di garantirne la rispondenza agli ideali di mia figlia».
IMPEGNO «ONEROSO» E ANNI DI «AMAREZZA». Però, ha proseguito Luciana Alpi, «questo impegno con l'andare degli anni è divenuto particolarmente oneroso, anche per l'amarezza che provo nel constatare che, nonostante il nostro impegno, le indagini in sede giudiziaria non hanno portato alcun risultato». Quindi «vi prego di prendere atto delle mie dimissioni irrevocabili da socio dell'associazione e del mio desiderio che si ponga termine a iniziative quali il Premio Alpi, di cui non è più ravvisabile alcuna utilità».
«NON SI POSSONO ASPETTARE 20 ANNI PER AVERE GIUSTIZIA». La madre di Ilaria Alpi ha spiegato così i motivi che l'hanno portata a prendere la sua decisione: «Uno dei fini» del Premio «era la ricerca della verità e della giustizia, il Premio era il mezzo. Ho 81 anni, io non me la sento più, non sono più la donna di 20 anni fa, purtroppo, e non ce la faccio più a fare queste cose. Non si può aspettare 20 anni per avere giustizia».
«Ho ringraziato» tutti i responsabili e gli organizzatori «a voce, per tutto il buon lavoro che è stato fatto», ha spiegato ancora Luciana Alpi. «Ma ora anche i medici mi chiedono di chiudere con questa cosa, soprattutto il mio cardiologo. Ogni volta che devo andare a parlare di Ilaria ho l'ansia».
«L'ITALIA SA COSA È SUCCESSO». Quanto al Premio, «dopo 20 anni l'Italia sa tutto quello che è successo a Ilaria e a Miran Hrovatin. Lo sa, abbiamo fatto dibattiti, trasmissioni, film: mio marito è morto senza sapere la verità e forse anch'io».
GRITTA GRAINER: «CAPISCO E CONDIVIDO». Mariangela Gritta Grainer, presidente dell'associazione Ilaria Alpi, ha voluto esprimere la sua vicinanza alla madre della giornalista: «Sono vicina a Luciana Alpi e continuerò ad esserlo. Per questo capisco e condivido la sua posizione. Comprendo il suo grido di dolore, perché in questi vent'anni alla ricerca della verità abbiamo trovato continui ostacoli, depistaggi, bugie. L'associazione si era costituita proprio per contribuire a trovare la verità, ma non ci siamo riusciti». Mariangela Gritta Grainer è stata membro della commissione bicamerale d'inchiesta sulla cooperazione con i Paesi in via di sviluppo, e consulente della commissione parlamentare d'inchiesta sulla morte di Ilaria Alpi. Dal 2012 è presidente dell'associazione.

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