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APPRENSIONE 19 Dicembre Dic 2014 1509 19 dicembre 2014

AdnKronos: «Padre Dall'Oglio in un carcere Isis ad Aleppo»

Fonti siriane: il gesuita prigioniero dei jihadisti. Gentiloni:  «Nessuna conferma».

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Paolo Dall'Oglio.

Padre Dall'Oglio sarebbe vivo e si troverebbe in un carcere dell'Isis, tra Racqa e Aleppo. La notizia è stata riportata, il 19 dicembre, dall'agenzia di stampa AdnKronos. Dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, tuttavia, non è arrivata alcuna conferma. «Purtroppo non sembra che ci siano conferme a queste notizie», si è limitato a dire.
L'indiscrezione riporta come fonte l'Osservatorio siriano per i diritti umani, portavoce dell'opposizione democratica siriana al regime di Bashar al-Assad. Interpellate via Skype da Raqqa, le fonti hanno citato un ex detenuto nella prigione dell'Isis che, liberato due settimane prima, ha affermato di aver sentito dai suoi carcerieri che Dall'Oglio era stato trasferito nella prigione di Tabqa, al confine tra la regione di Raqqa e quella di Aleppo.
SCOMPARSO NEL 2013. Il gesuita romano, fondatore in Siria del monastero Deir Mar Musa, è scomparso nel Nord della Siria il 29 luglio del 2013 poco dopo essere rientrato nel Paese, presumibilmente per una mediazione umanitaria.
RAPITO DA FONDAMENTALISTI ISLAMICI. Dall'Oglio fu rapito nella zona di Raqqa, al Nord, da fondamentalisti islamici, dopo che per quasi 30 anni aveva vissuto in Siria, rifondando la comunità di Mar Musa e promuovendo il dialogo interreligioso.
VOCI CONTRASTANTI. Nel tempo, si sono rincorse notizie contrastanti, con voci su una sua presunta esecuzione poco dopo il rapimento e fonti più recenti che invece sostenevano si trovasse ancora vivo nelle mani dei jihadisti sunniti dell'Isis.
DETENUTO TRA ALEPPO RACQA. Le ultime informazioni attendibili risalgono a settembre: secondo fonti che lavorano sul terreno per la sua liberazione, il gesuita sarebbe detenuto in una delle prigioni dell'Isis tra Aleppo e Raqqa, da oltre un anno divenuta la roccaforte dell'autoproclamato Stato islamico.

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