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CRIMINALITÀ 19 Dicembre Dic 2014 1335 19 dicembre 2014

Camorra Roma, sequestrati 70 milioni di euro al clan Contini

Sigilli a immobili e ristoranti riconducibili ai persone vicini al boss soprannominato «o' romano».

 

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Un'auto della guardia di finanza.

Beni per circa 70 milioni di euro sono stati sequestrati a una coppia di coniugi che, secondo gli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, hanno riciclato e reinvestito i proventi delle attività illecite del clan camorristico dei Contini.
La Dia di Roma ha messo i sigilli a immobili, rapporti bancari, auto, ristoranti e quote societarie riconducibili a Roberto Moccardi e Anna D'Orta i quali avrebbero realizzato una rete di imprese alimentate dai vertici del clan.
RICICLAGGIO DI DENARO. I due, da quanto si è appreso, vennero arrestati nel corso della prima fase investigativa proprio perché ritenuti coinvolti nel riciclaggio e investimento di denaro provento delle attività illecite del clan.
Secondo la procura antimafia partenopea, hanno contribuito, con i soldi del clan, a mettere in piedi una rete di imprese che hanno consentito all'organizzazione camorristica di infiltrarsi in larghi settori del tessuto socio-economico napoletano.
90 PERSONE IN MANETTE. Il sequestro è stato disposto nell'ambito di indagini che si sono concluse con l'arresto di 90 persone ritenute affiliate al clan napoletano dei Contini.
La coppia figura tra gli imputati nel processo contro Edoardo Contini, fondatore della potente organizzazione criminale, e contro altre 168 persone ritenute affiliati o contigue al clan, che si celebrerà davanti al gup del Tribunale di Napoli (l'udienza preliminare è prevista per il 30 dicembre).
NUMEROSI SEQUESTRI. La Direzione investigativa antimafia di Roma ha eseguito un provvedimento del gip del Tribunale di Napoli emesso su richiesta della Dda di Napoli che riguarda unità immobiliari, rapporti bancari, autovetture, quote societarie di importanti aziende di autoparcheggio, di locazione capannoni e di movimento e trasporto merci per conto terzi. Sequestrate anche attività di ristorazione.
I RAPPORTI CON CONTINI. Tra i beni stimati in circa 70 milioni di euro, riconducibili al clan napoletano dei Contini, ci sono bar, ristoranti, pizzerie aperte in zone della cosiddetta Roma Bene. Tutto con i soldi che il clan facente capo a Edoardo Contini, soprannominato «o' romano», detenuto in regime di carcere duro, incamerava attraverso lo spaccio della droga.
Le indagini stanno cercando di accertare l'esistenza di collegamenti tra i vertici dell'organizzazione camorristica partenopea e la malavita romana.

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