Silvio Fanella 141220084400
INCHIESTA 20 Dicembre Dic 2014 0800 20 dicembre 2014

Omicidio Fanella, contatti tra Manlio Denaro e Ignazio Abrignani

Telefonata del camerata al deputato di Fi: «Aiutiamo Lele in carcere».

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Ignazio Abrignani.

Manlio Denaro, l'uomo accusato di aver organizzato il delitto di Silvio Fanella (il 'cassiere' della banda messa in piedi dall'ex simpatizzante dell'estrema destra, Gennaro Mokbel) il 29 novembre avrebbe telefonato a un deputato di Forza Italia per ottenere il trasferimento di un detenuto malato: Gabriele 'Lele' Macchi Di Cellere, 'camerata' dell'eversione nera, recluso per traffico di droga e ora anche per l'uccisione di Fanella.
Secondo quanto riportato il 20 dicembre dal Corriere della Sera, il contatto avvenne con Ignazio Abrignani, avvocato civilista, vice-presidente della commissione Attività produttive della Camera e responsabile elettorale del suo partito.
«PROVO A VEDERE LA POLVERINI». «Sto ragazzo non ha tanto da vivere...», sosteneva Manlino Denaro. «Può aver fatto qualsiasi cazzata nella sua vita... io ho fatto una vita differente... tu hai fatto una vita differente...». E Ignazio Abrignani ha risposto: «Provo a vedere la Polverini (ex presidente della Regione Lazio, oggi deputata di Fi, ndr)... perché lei conosce il direttore di Rebibbia... capito? Vediamo se intanto riusciamo a spostarlo in infermeria prima di andarlo a trovare... ». E Denaro concluse: «È una questione umanitaria».
MACCHI FINISCE A MARASSI. Probabilmente è per questo che il deputato rispose che se ne sarebbe interessato. Ma non fu necessario perché quella mattina stessa Lele Macchi fu trasferito nel carcere genovese di Marassi, dove il 18 dicembre ha ricevuto un nuovo ordine d'arresto per il delitto di Silvio Fanella.
Denaro invece, con quella stessa accusa, è andato in una cella di Regina Coeli e venerdì 19 ha invocato la propria innocenza davanti al giudice che l'ha spedito in prigione.
Tra gli indizi a suo carico, oltre a telefonate e incontri con Macchi, c'è la chiamata da una cabina pubblica (intercettata perché utilizzata spesso da Carminati) con Egidio Giuliani, altro 'nero' degli Anni 70 considerato l'autista del commando che uccise il cassiere di Mokbel.
CONTATTI CON SOGGETTI ISTITUZIONALI. La conversazione tra Manlio Denaro e l'onorevole Abrignani (che ha già dichiarato di conoscerlo perché «è il mio personal trainer») è stata citata in un rapporto della squadra mobile di Roma per sostenere che il gruppo di Macchi Di Cellere aveva la possibilità di «entrare in contatto con soggetti che ricoprono anche cariche istituzionali», al fine di ottenere il miglioramento della propria condizione detentiva. Della quale si lamentava perché malato, ma anche perché convinto di essere finito vittima di un complotto ai danni suoi e di Giuliani. Nonché abbandonato dai propri difensori.

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