Locandina Film Interview 141218000611
CASO 20 Dicembre Dic 2014 1317 20 dicembre 2014

The Interview, Corea Nord: «Non siamo stati noi, abbiamo le prove»

Pyongyang ha proposto agli Stati Uniti di organizzare un'inchiesta congiunta sugli attacchi informatici alla Sony.

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La locandina del film The Interview.

La Corea del Nord si proclama innocente sul caso The Interview.
Il regime di Pyongyang ha affermato di poter provare di non essere dietro gli attacchi informatici contro la Sony e le minacce contro il film, che hanno portato alla cancellazione della sua uscita per Natale.
Pyongyang avrebbe anche proposto agli Stati Uniti di organizzare un'inchiesta congiunta sull'attacco hacker.
Se l'invito dovesse essere respinto, un responsabile del ministero degli Esteri della Cora del Nord ha minacciato «gravi conseguenze».
PYONGYANG ACCUSA L'FBI DI CALUNNIA. Venerdì 19 dicembre l'Fbi aveva accusato esplicitamente la Corea del Nord, addossando al Paese la responsabilità degli atti di pirateria informatica contro la Sony e le minacce contro chi avesse proiettato il film. Secondo l'agenzia americana, ci sarebbero le «impronte digitali» di Pyongyang nel cyberspazio ad accusare il regime di Kim Jong-un.
La Corea del Nord ha respinto ogni addebito, accusando a sua volta il Fbi di «calunnia».
USA CHIEDONO AIUTO ALLA CINA: PECHINO NON RISPONDE. Nel frattempo, si è scoperto che l'amministrazione Obama avrebbe chiesto l'aiuto della Cina per bloccare la capacità della Corea del Nord di lanciare cyberattacchi. A riferirlo il New York Times, secondo cui si tratterebbe di un passo verso la «risposta proporzionata» che Obama ha annunciato dopo l'attacco alla Sony. Pechino, tutavia, non avrebbe risposto.

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