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ESTERI 21 Dicembre Dic 2014 0843 21 dicembre 2014

New York, due poliziotti uccisi per vendetta

Agguato ad agenti in strada a New York. Freddati per i casi Brown e Garner. E la polizia contesta De Blasio: «Hai le mani sporche di sangue». Chi era il killer.

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Agenti della polizia di New York.

Freddati con colpi di pistola alla testa, probabilmente per vendicare l'uccisione di due neri e sullo sfondo della recente rivolta razziale contro la brutalità attribuita negli Usa agli uomini in divisa: due agenti della polizia di New York in uniforme sono stati ammazzati mentre si trovavano nella loro vettura, impegnati in una esercitazione antiterroristica. E la rabbia degli agenti si è riversata contro il sindaco De Blasio.
LE SPALLE AL SINDACO. La colpa del sindaco, scoppiato in lacrime il 20 dicembre, sarebbe quella di aver appoggiato le proteste contro la decisione del Gran Giurì di non incriminare il poliziotto che soffocò, fino a ucciderlo, l'afroamericano Eric Garner. Un gesto che a molti agenti è parso «di tradimento». E quando, dopo l’uccisione dei poliziotti, il primo cittadino è arrivato alla conferenza stampa per spiegare i dettagli della tragedia, gli agenti gli hanno voltato le spalle, una protesta silenziosa e per questo ancora più pesante.

«Loro fanno fuori uno di noi, io farò fuori due di loro»

Il sindaco di New York Bill de Blasio si commuove parlando dell'uccisione dei due poliziotti da parte di un killer 28enne.

In base a una prima ricostruzione, l'assassino, un nero, si è avvicinato alla vettura dei poliziotti e ha aperto il fuoco attraverso il finestrino. Poi ha cercato di fuggire dirigendosi verso la metropolitana, ma quando ha capito che le forze dell'ordine stavano per stanarlo, ha rivolto l'arma contro se stesso e si è tolto la vita.
A NEW YORK PER UCCIDERE. I due poliziotti, Wenjian Liu e Rafael Ramos, sono stati immediatamente trasferiti in ospedale: uno è morto subito dopo il ricovero, l'altro pochi minuti più tardi. «Non hanno nemmeno avuto il tempo di reagire. Sono stati semplicemente assassinati», ha detto il capo della polizia di New York, William Bratton.
Il killer è stato identificato: si chiamava Ishmael Brinsley, 28 anni, originario di Baltimora. Poco prima di arrivare a Brooklyn, ha sparato e ferito la sua ex fidanzata. Poi un messaggio su Instagram dove esprimeva l'intenzione di andare a New York proprio «con l'intento di uccidere poliziotti locali».
«METTERÒ LE ALI AI PORCI». «Oggi metterò le ali ai porci. Loro fanno fuori uno di noi e io ne faccio fuori due di loro», avrebbe scritto Brinsley. «Quando la polizia di Baltimora ci ha informato, ormai era troppo tardi», ha detto Bratton. I messaggi «avevano contenuti contro le forze dell'ordine», ha aggiunto, precisando che ci «non sono legami, tra l'assassinio dei due poliziotti e gruppi terroristici o altre organizzazioni». «È stato un atto particolarmente spregevole, quando un poliziotto viene ucciso, si strappano le basi della nostra società», ha detto il sindaco di New York, Bill De Blasio, visibilmente provato dopo aver incontrato i familiari delle vittime.
LA POLIZIA CONTRO DE BLASIO. Ma il sindacato della polizia e parte della città si sono già scagliati contro il primo cittadino, accusandolo di avere «le mani sporche di sangue». Già nei giorni scorsi d'altra parte il sindacato aveva avvertito il primo cittadino la sua presenza non sarebbe stata gradita ai funerali di agenti eventualmente caduti in servizio. Le parole di De Blasio e le sue lacrime non hanno insomma commosso la comunità, e i messaggi su Twitter contro di lui si sprecano. «Disgustato da questi atti barbari, che sono il risultato prevedibile della retorica divisoria contro i poliziotti attuata dal sindaco», scrive su tutti l'ex governatore di New York, George Pataki, in riferimento al sostegno di De Blasio alle proteste contro la brutalità della polizia.

Obama: «Chiedo alla gente di rifiutare la violenza»

I poliziotti di New York nel giorno dell'assassinio dei due agenti anti terrorismo.

Il ministro della Giustizia, Eric Holder, ha condannato «nel modo più forte possibile», l'uccisione dei due poliziotti. «Si è trattato di un indicibile atto di barbarie», ha detto.
ALTA TENSIONE. Il presidente Usa, Barack Obama, in vacanza alle Hawaii con la famiglia, è stato informato, secondo quanto ha riferito la Casa Bianca. L'eccidio è arrivato in un momento di altissima tensione razziale nel Paese. I due poliziotti sarebbero stati presi a bersaglio per vendicare la morte del 18enne nero Michael Brown, ucciso da un agente a Ferguson (Missouri), e in particolare quella di Eric Garner, morto nella stessa New York dopo essere stato soffocato da un poliziotto.
In entrambi i casi, il Gran giurì ha deciso di non incriminare gli agenti coinvolti: gatto questo che ha suscitato fortissime proteste nel Paese, con manifestazioni continuate ancora il 20 dicembre pomeriggio. «Siamo indignati», ha detto tuttavia a caldo un noto attivista per i diritti civili, il reverendo Al Sharpton. «Qualsiasi uso del nome di Brown e Garner in relazione all'uccisione di agenti è riprovevole», ha aggiunto, invocando «giustizia» e non vendette sommarie.
LA CONDANNA DI OBAMA. «Condanno in maniera incondizionata l'uccisione odierna di due agenti di polizia a New Yor City. Due uomini coraggiosi non torneranno a casa dai loro cari, stanotte, e per questo fatto non c'è alcuna giustificazione», ha detto Obama in una dichiarazione diffusa da media americani dalle Hawaii, dove è andato in vacanza con la famiglia. «Chiedo alla gente di rifiutare la violenza», ha dichiarato fra l'altro il presidente che ha avuto un colloquio telefonico con il capo della polizia di New York, William Bratton. Obama ha detto a Bratton che la Casa Bianca continuerà a vigilare, offrendo aiuto e assistenza, e che l'amministrazione lavorerà con i leader nel Paese per diffondere lo stesso messaggio di non violenza.

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